<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Classico iconico Archivi - the Players Magazine</title>
	<atom:link href="https://theplayersmagazine.com/category/classico-iconico/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://theplayersmagazine.com/category/classico-iconico/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 Mar 2024 11:55:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>IL PASSATO È UN FUTURO TUTTO DA SCRIVERE</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2023/09/20/il-passato-e-un-futuro-tutto-da-scrivere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 13:58:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classico iconico]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://theplayersmagazine.com/?p=2099</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="473" height="600" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-20-alle-13.38.52-copia-473x600.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-20-alle-13.38.52-copia-473x600.png 473w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-20-alle-13.38.52-copia.png 580w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-20-alle-13.38.52-copia-560x710.png 560w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /></div>
<p>Nel passato cerchiamo i nostri riferimenti per il presente e per il domani; abbiamo bisogno di conferme, di capisaldi a cui aggrapparci per ancorare le nostre non numerose certezze. Ed è per questo motivo che la ricerca di icone del passato è diventata, in questi tempi, un passatempo, un’ispirazione, una necessità (NdD). Oggi “OOTD”: OUTFIT &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2023/09/20/il-passato-e-un-futuro-tutto-da-scrivere/">IL PASSATO È UN FUTURO TUTTO DA SCRIVERE</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="473" height="600" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-20-alle-13.38.52-copia-473x600.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-20-alle-13.38.52-copia-473x600.png 473w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-20-alle-13.38.52-copia.png 580w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-20-alle-13.38.52-copia-560x710.png 560w" sizes="auto, (max-width: 473px) 100vw, 473px" /></div><p>Nel passato cerchiamo i nostri riferimenti per il presente e per il domani; abbiamo bisogno di conferme, di capisaldi a cui aggrapparci per ancorare le nostre non numerose certezze. Ed è per questo motivo che la ricerca di icone del passato è diventata, in questi tempi, un passatempo, un’ispirazione, una necessità (NdD).</p>
<p>Oggi <strong>“OOTD”: OUTFIT OF THE DAY</strong>, è un neologismo nato per esigenze di costume intorno al 2018, che sta letteralmente a significare look del giorno, ed utilizzato nella didascalia di un’immagine come abbreviazione sulle piattaforme <em>web imagebased</em> come Facebook ed Instagram. L’etichetta, il modo di dire insomma, avrebbe solamente 5 anni, mentre il significato ovviamente invece molti anni in più. Da quando poniamo attenzione a ciò che indossiamo infatti, ed in particolare a come abbinare i diversi capi, esiste appunto l’outfit. In questa, come accade per altre vanità, l’uomo ha cercato in questo ultimo decennio di prendersi il proprio spazio e dedicare del tempo alla ricerca di abbinamenti perfetti. Accantonati i look da passerella, spesso improponibili nella vita quotidiana, l’uomo di oggi, quello che indossa l’abito ma non solo, ha ben poco cui attingere, ma qualcosa c’è ed è pure di sostanza. Quindi come non tornare a parlare di <strong>STEVE MCQUEEN</strong>, che da quando ha iniziato a calpestare i set cinematografici intorno all’inizio degli anni ’60, ci ha dato prova di grande stile nella scelta dei suoi look?</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2102" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/09/Schermata-2023-09-20-alle-15.37.37-981x554.png" alt="" width="981" height="554" /><br />
Nella pellicola del 1963 <em><strong>The great escape</strong></em> recita indossando una felpa blu avio con le maniche letteralmente tagliate su pantalone chino color sabbia; in <em><strong>The Thomas Crown Affair</strong></em> del 1968, abito grigio medio con camicia azzurra ed a seguire, l’iconico bomber blu con interno rosso tartan di <strong>Barracuta</strong>, in produzione ancora oggi. In <em><strong>The Towering Inferno</strong></em> del 1974 indossa, nei panni di un pompiere, la giacca di servizio dei vigili del fuoco chiusa sul davanti con i famosi 4 ganci, oggi divenuta il capo maggiormente rappresentativo dell’italianissimo <strong>brand Fay</strong>.<br />
Questo modo di vestire, o meglio di essere, non era riservato solo alla vita cinematografica, ma rappresentava effettivamente l’indiscutibile gusto dell’attore statunitense che, in diverse occasioni, ha indossato cardigan avana con filatura spessa su camicia denim, oppure blu navy su T-shirt bianca, cinture con vistose fibbie western, svariate giacche di pelle e <strong>Barbour modello International</strong>, utilizzato come capo tecnico nelle competizioni motociclistiche; anch’esso attualmente in produzione.<br />
Che dire invece di Ralph Lifschitz, meglio conosciuto come <strong>RALPH LAUREN</strong>, origini bielorusse e nato nel Bronx nel 1939? Prima ancora che imprenditore, è e resterà sempre la miglior rappresentazione stilistica dei suoi marchi e delle sue aziende. Inimmaginabile si potesse portare con estrema eleganza una giacca sartoriale con pantalone denim slavato, camicia sempre denim con bottoni madreperla e stivale<br />
texano. Per il tempo libero invece uno smanicato imbottito verde salvia sempre su camicia e pantalone denim e per serate ufficiali smoking nero e scarpe da trekking fluo di marca Salomon. Come Ralph Lauren o di alfieri dello stile come Steve McQueen la storia ne ha visti, più o meno famosi e magari in forma attenuata, ma comunque sempre troppo pochi.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2103 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/09/tux-inset_RL_black_tie-copia-682x1024.jpg" alt="" width="682" height="1024" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/09/tux-inset_RL_black_tie-copia-682x1024.jpg 682w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/09/tux-inset_RL_black_tie-copia.jpg 800w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /><br />
Da questo punto di vista, purtroppo, ci viene restituita una realtà abbastanza carente di figure cui inspirarsi in modo seriale per costruire i propri look, non fosse altro perché l’ultimo 007 si è presentato alla prima di <em><strong>No Time to Die</strong></em> con una giacca velvet doppio petto color rosa fragola e se non bastasse, dicono i più cattivi, con le tasche non ancora scucite. Eppure i social, nonostante la capacità altamente distrattiva, possono aiutarci a colmare scientemente questo vuoto stilistico e così capita di imbattersi nel profilo più o meno noto di chi possiede ancora la capacità di inspirare un abbinamento a cui magari non avevamo pensato, ma attenzione, perché di ‘cattivi maestri’ ne è pieno il web, ed il rischio di scambiare lo stile per un eccesso, una variante esasperata del medesimo è molto frequente. Purtroppo è più facile richiamare l’attenzione con l’eccesso, che con l’autorevolezza e la semplicità.</p>
<p>L’imprenditore forlivese <a href="https://www.instagram.com/alessandrosquarzi/?hl=it"><strong>ALESSANDRO SQUARZI</strong>,</a> classe 1965, resta anno dopo anno uno degli uomini più fotografati al mondo per i suoi outfit, sempre diversi, eleganti e sportivi, vintage e classici, indossati con nonchalance e sempre appropriati. Capace di osare quel tanto che basta, ed in breve sdoganare ad esempio, la felpa con cappuccio sotto il cappotto, le calze rosse con l’abito, ridare nuova vita alle calze color ecru, da sempre riservate ai sandali dei turisti, nonché definire come normale, l’uso quotidiano di camice e giacche militari ovviamente originali.<br />
Rimaniamo quindi in attesa che ciascuno di noi crei a modo suo un proprio look, lo condivida e chissà magari possa divenire appunto iconico. Rimaniamo quindi in attesa che personaggi riferimento di oggi, possano diventare iconici per le future generazioni, in maniera articolata ed originale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2023/09/20/il-passato-e-un-futuro-tutto-da-scrivere/">IL PASSATO È UN FUTURO TUTTO DA SCRIVERE</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA SAHARIANA DAL DESERTO ALLA METROPOLI</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2023/08/02/la-sahariana-dal-deserto-alla-metropoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2023 13:08:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classico iconico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://theplayersmagazine.com/?p=2013</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="476" height="600" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-06-20-alle-13.01.56-476x600.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-06-20-alle-13.01.56-476x600.png 476w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-06-20-alle-13.01.56.png 619w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-06-20-alle-13.01.56-560x707.png 560w" sizes="auto, (max-width: 476px) 100vw, 476px" /></div>
<p>Sembrava una cosa da nulla, un’operazione commerciale senza importanza: quando Yves Saint Laurent inaugurava il leggendario negozio ‘Rive Gauche’ nel 1969 non si aspettava di certo quella folla di visitatori, banconote alla mano, disposti a svaligiarlo delle sue giacche sahariane rivisitate. Le colonie francesi erano finite (abbastanza maluccio) tra il ’56 e il ’62, e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2023/08/02/la-sahariana-dal-deserto-alla-metropoli/">LA SAHARIANA DAL DESERTO ALLA METROPOLI</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="476" height="600" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-06-20-alle-13.01.56-476x600.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-06-20-alle-13.01.56-476x600.png 476w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-06-20-alle-13.01.56.png 619w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-06-20-alle-13.01.56-560x707.png 560w" sizes="auto, (max-width: 476px) 100vw, 476px" /></div><p>Sembrava una cosa da nulla, un’operazione commerciale senza importanza: quando Yves Saint Laurent inaugurava il leggendario negozio ‘Rive Gauche’ nel 1969 non si aspettava di certo quella folla di visitatori, banconote alla mano, disposti a svaligiarlo delle sue giacche sahariane rivisitate. Le colonie francesi erano finite (abbastanza maluccio) tra il ’56 e il ’62, e il tracollo e la rovina delle politiche dei ‘protettorati’ avevano portato a una vera e propria crisi umanitaria. Quei soldati coloniali, vestiti da vecchie sahariane kaki e beige, tornavano malconci da una guerra che non osava dire il suo nome.<br />
SAINT LAURENT AVEVA REALIZZATO CON GARBO UN RIBALTAMENTO PROSPETTICO DAL DIFFICILE RETROGUSTO POLITICO: RECUPERANDO UN MODELLO ICONICO, TRADIZIONALMENTE RISERVATO AGLI OCCUPANTI, SE N’ERA APPROPRIATO PER CONVERTIRLO AD UN OGGETTO DI MODA TRA ARTISTI E FIGLI DEI FIORI, SMACCHIANDO LA SAHARIANA DALLE BRUTTURE DELLA POLITICA, COME A VOLERLE OFFRIRE UNA SECONDA CHANCE. NON PIÙ SIMBOLO D I UN COLONIALISMO TRUCE, LA SAHARIANA VIVEVA ORA LA SUA STAGIONE PIÙ BELLA, DIVENTANDO PER FINO UNISEX, IRONICO SBERLEFFO AL CONSERVATORISMO DELL’ ESTREMA DESTRA FRANCESE.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2016 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/ysl1-826x1024.jpg" alt="" width="765" height="948" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/ysl1-826x1024.jpg 826w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/ysl1-1291x1600.jpg 1291w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/ysl1.jpg 1614w" sizes="auto, (max-width: 765px) 100vw, 765px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-2017 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/ysl2-768x1024.jpg" alt="" width="761" height="1015" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/ysl2-768x1024.jpg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/ysl2.jpg 780w" sizes="auto, (max-width: 761px) 100vw, 761px" /><br />
Saint Laurent non era certo stato il primo a fare atto di recupero di un capo la cui storia comincia alla fine del XIX secolo, tra corpi militari inglesi, avventurieri, cacciatori e esploratori. Come la maggior parte dei capi che fanno parte del guardaroba dell’uomo classico, la sahariana è di origini britanniche: gli inglesi la chiamavano khaki drill (dal nome del colore del tessuto e del tessuto stesso), ma anche bush jacket o safari jacket. Fu l’uniforme d’ordinanza per le truppe appena dovevano rendersi in zone desertiche o tropicali. Già nel 1943, con l’arrivo degli Alleati in Italia, appariva anche la versione in denim (beige o kaki), montata a camicia e non più a giacca: una versione più ‘light’ di grande successo anche tra i civili e che vediamo ancora oggi, seppur con qualche modifica, nei negozi d’abbigliamento.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2018 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/sahariana1910-488x684.jpg" alt="" width="488" height="684" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2019 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/sahariana1920-689x1000.jpg" alt="" width="486" height="706" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2020 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/vareuse-1920-1024x768.jpeg" alt="" width="482" height="362" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/vareuse-1920-1024x768.jpeg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/vareuse-1920-1600x1200.jpeg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/vareuse-1920.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 482px) 100vw, 482px" /><br />
Di questa giubba, ne esistevano (e ne esistono tutt’oggi) numerosissime varianti. L’antenata della sahariana, la vareuse degli anni ’20, si chiudeva fino al collo: era il modello detto saxe. Con il colletto saxe si poteva stare anche senza camicia: bastava fissare un solino staccabile nel colletto della giacca e l’onore era salvo. Ma con l’arrivo del normale bavero da giacca (adottato per ovvie ragioni climatiche), i nostri bisnonni avventurieri dovettero rassegnarsi a portare la camicia oppure – soluzione popolarissima – a mettere un foulard attorno al collo. Sotto il sole Africano, coprire la pelle non è un vezzo, ma una necessità. Il bavero della sahariana si apre insomma negli anni ’30. Ed è in quel periodo che la nostra giacca prendeva l’aspetto come lo conosciamo oggi: quattro tasche applicate a soffietto, una cintura, e eventualmente dei pantaloni assortiti adatti alla situazione (corti, jodhpur, o lunghi &#8211; la versione certamente la meno ‘da battaglia’).<br />
La sahariana originale era fatta di cotone: necessitava di essere fresca ma anche resistente, una qualità di cui il lino è carente. Il particolare gabardine di cotone usato era stato brevettato da Burberry nel 1888 e da allora non è cambiato: lo si diceva adatto al clima, al sole, alla pioggia e agli strappi. Che fosse resistente anche ai morsi di tigri e leoni? L’uomo vorrebbe tendere alla perfezione, ma se la via per raggiungerla fosse segnalata non scivolerebbe così spesso e volentieri verso la decadenza. Insomma il gabardine, di per sé perfetto a sentire Burberry, venne smesso tra gli anni ’50 e ’60 quando vennero commissionate delle nuove giubbe coloniali fatte nel famigerato tessuto Aertex. Mal disegnate, scomode e dal tessuto che si rivelò piuttosto fragile, vennero definitivamente abbandonate, invadendo così il mercato del vintage. La sahariana non sarebbe completa senza dei pantaloni in cotone dalle qualità simili. Ed è qui che entra in gioco la famosa chiusura gurka. Il nome viene da un reggimento inglese coloniale, il gurka appunto (composto prevalentemente da soldati nativi nepalesi e del nord dell’India). L’uniforme di questo speciale reggimento, paragonabile alla Legione Straniera francese, diede nascita al celebre pantalone, che non necessitava più di scomode bretelle o di cinture, e che viene oggi declinato in un po’ tutte le salse.<br />
IL COLORE TRADIZIONALE E&#8217; SEMPRE STTAO IL BEIGE.  TUTTAVIA, LA GUERRA CONTRO I GIAPPONESI DIEDE NASCITA ALLA VARIANTE INGLESE DELLA SAHARIANA VERDE ( IL COSI&#8217; DETTO JUNGLE GREEN): LE PRIME TRUPPE INVIATE A COMBATTERE L&#8217;IMPERO DEL SOL LEVANTE DOVEVANO TINGERE LA LORO SAHARIANA BEIGE PER FARLA DIVENATRE VERDE, UN COLORE CHE SI ANNERIVA QUASI IMMEDIATAMENTE CON IL SUDORE–DANDO AI SOLDATI L’ASPETTO DEGLI ODIERNI DARKETTONI MODAIOLI.<br />
La variante civile della sahariana restava pervicacemente beige, anche se i coloni francesi la preferivano bianca, come la sahariana della loro famosa marina militare. Sbarazzata da mostrine e da bottoni di metallo, la sahariana entrava già nel corso degli anni ’20 a far parte del guardaroba maschile di tutti i giorni. La storica marca americana ABERCROMBIE &amp;   FITCH ne proponeva perfino una versione in denim blu scuro, reclamizzata come giacca ideale “per lo yachtsman”!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2021 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/abercombie1-684x1024.jpg" alt="" width="511" height="765" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/abercombie1-684x1024.jpg 684w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/abercombie1.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 511px) 100vw, 511px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2022 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/abercrombie2-676x1024.jpg" alt="" width="510" height="772" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/abercrombie2-676x1024.jpg 676w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/abercrombie2.jpg 1057w" sizes="auto, (max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p>Fabbricare una sahariana non comporta particolari difficoltà rispetto a una giacca sfoderata normale, ma come in ogni campo esistono gli specialisti. Storicamente, la sartoria AHAMED BROTHERS era reputata proprio per questo: aperta nel 1903 a Nairobi da due<br />
fratelli di origini indiane, era meta del turismo internazionale più esigente. Celebrità del calibro di Ernest Hemingway, Clark Gable, Ava Gardner, Grace Kelly, Frank Sinatra, Rock Hudson, Kirk Douglas, Trevor Howard, Robert Taylor, William Holden si servirono al negozio degli Ahamed per i loro viaggi … o per i loro film (si pensi a Mogambo, La mia Africa, L’uomo dalla pistola d’oro …).<br />
La sahariana non è mai passata di moda: e se quella di Saint Laurent ci appare oggi un po’ datata o leziosa, non sono rari  i marchi a riproporre giubbe di questo genere: recentemente, il concept store Belloveso (Milano) è stato usato come rampa di lancio per il modello in lino ‘a camicia’ della sartoria Santillo e per la sahariana di cotone più classica disegnata dai Fratelli Mocchia di Coggiola; quest’ultimo modello può essere anche completato da un paio di pantaloni lunghi assortiti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2023 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/film1-996x711.jpg" alt="" width="595" height="425" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2024 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/film2-1024x762.jpg" alt="" width="594" height="442" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/film2-1024x762.jpg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/film2.jpg 1118w" sizes="auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2025 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/hemingway-647x640.jpg" alt="" width="595" height="588" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2026 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/ahamed-brothers1-747x750.jpg" alt="" width="600" height="602" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/ahamed-brothers1.jpg 747w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2023/08/ahamed-brothers1-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>IL SAFARI È PASSATO DI MODA, LA CACCIA VIETATA, E RECENTEMENTE CERTI SPIRITI ALLA BUZZATI TEMONO CHE GLI ANIMALI SELVATICI PRENDANO POSSESSO DEI NOSTRI CENTRI CITTÀ. UNA SAHARIANA DI COTONE ULTRA-RESISTENTE POTREBBE TORNARVI UTILE. DICO PER DIRE.<br />
E se il rischio che vi facciate mordere da una tigre (o da un orso) è piuttosto astratto, c’è sempre il feroce cagnolino della vicina. Fategli testare la resistenza del gabardine di cotone: non ne avrete probabilmente alcun male, ma potrete fingerne per poi invitare più agevolmente la vicina a cena.</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2023/08/02/la-sahariana-dal-deserto-alla-metropoli/">LA SAHARIANA DAL DESERTO ALLA METROPOLI</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>COME NASCE UN’ICONA</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2022/07/27/come-nasce-unicona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 12:01:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classico iconico]]></category>
		<category><![CDATA[Style]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://theplayersmagazine.com/?p=1542</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="555" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2022-07-27-alle-13.47.40-550x555.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2022-07-27-alle-13.47.40-550x555.png 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2022-07-27-alle-13.47.40-150x150.png 150w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2022-07-27-alle-13.47.40.png 684w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2022-07-27-alle-13.47.40-560x565.png 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Aprire l’armadio e trovarvi sempre gli stessi abiti per qualcuno può essere frustrante, mentre per altri non è affatto così. Ci sono capi che al contrario, creano un senso di sicurezza e sarebbe destabilizzante non vederli, non averli a disposizione. Se si osserva l’evoluzione della moda maschile negli ultimi anni è possibile affermare che un &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2022/07/27/come-nasce-unicona/">COME NASCE UN’ICONA</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="555" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2022-07-27-alle-13.47.40-550x555.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2022-07-27-alle-13.47.40-550x555.png 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2022-07-27-alle-13.47.40-150x150.png 150w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2022-07-27-alle-13.47.40.png 684w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2022-07-27-alle-13.47.40-560x565.png 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Aprire l’armadio e trovarvi sempre gli stessi abiti per qualcuno può essere frustrante, mentre per altri non è affatto così. Ci sono capi che al contrario, creano un senso di sicurezza e sarebbe destabilizzante non vederli, non averli a disposizione. Se si osserva l’evoluzione della moda maschile negli ultimi anni è possibile affermare che un uomo ben vestito, curato e di stile, non risponda solo a colui che indossa un completo, magari sartoriale, ma anche a chi, mescolando vintage, denim e felpe riesce a distinguersi ed essere comunque notato.<br />
Tra i capi che contribuiscono a questo nuovo concetto di eleganza rilassata, fanno sicuramente parte quelli che possiamo definire iconici. Tra i capispalla mutuati dall’esercito americano e divenuta appunto iconica c&#8217;è la <strong>FIELD JACKET</strong>. IN PARTICOLARE, IL MODELLO M 65, INDOSSATA ORIGINARIAMENTE DAI SOLDATI IMPIEGATI NELLA GUERRA DEL VIETNAM. Questo capo negli ultimi anni è stato copiato, reinterpretato oppure semplicemente indossato nella versione originale.<br />
Reintrodotta da Ralph Lauren oggi questa giacca è preferita nella versione originale, appunto vintage, magari con il liner interno staccabile, riproposta in materiali preziosi come la pelliccia, comunque sempre usata, dismessa da qualche soldato d’oltreoceano e ovviamente nella colorazione verde che è la più rara.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1545 size-medium" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/del-signore-8765-1024x647.jpg" alt="" width="1024" height="647" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/del-signore-8765-1024x647.jpg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/del-signore-8765-1600x1011.jpg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/del-signore-8765-768x485.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Altro capo evergreen è la <strong>BANDANA</strong>. Questo capo, succedaneo della cravatta, ha invece mutato la propria originaria funzione, passando da copricapo delle rockstar, per essere arrotolata al collo dei nuovi gentlemen, nel taschino del doppiopetto destrutturato o infilata nella tasca posteriore dei pantaloni da cui, la bandana, nel suo colore vintage per eccellenza, fa appena capolino. Nata oltre 300 anni fa e realizzata con il classico disegno paisley, la più ricercata è quella con il famoso elefantino stampato in basso a destra, segno distintivo del marchio, ormai non più esistente, conosciuto come <strong>The Elephant brand</strong>. L’uomo contemporaneo ha poi fatto incetta di accessori, che usati con dovizia lo adornano senza però farlo scadere nel pacchiano.</p>
<div id="attachment_1546" style="width: 1034px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1546" class="size-medium wp-image-1546" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/del-signore-4357-scaled-1024x727.jpg" alt="" width="1024" height="727" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/del-signore-4357-scaled-1024x727.jpg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/del-signore-4357-scaled-1600x1136.jpg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/07/del-signore-4357-scaled-768x545.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-1546" class="wp-caption-text">Photo Mauro Del Signore</p></div>
<p>Un esempio è la WESTERN BELT, evocativa di un mondo selvaggio, di frontiera molto distante dal contesto urbano. Oggi viene indossata con disinvoltura tra i passanti di un pantalone denim, senza nessun imbarazzo per la fibbia vistosa ed incisa con scene di rodei polverosi e cavalli imbizzarriti. Nella realtà anche questo accessorio rappresenta un oggetto tutt’altro che privo di significato. Le cinture con grosse fibbie dorate venivano infatti consegnate nelle praterie texane come veri e propri trofei al vincitore del rodeo. Non v’è dubbio che in questo piccolo, piccolissimo inventario di capi ed accessori che, per diversi motivi sono divenuti iconici, gli Stati Uniti rappresentino la fonte principale di inspirazione.<br />
Ed allora, ancora una volta indossare un bomber, un cardigan o una felpa con grosse lettere ricamate in spugna e ben evidenti sul petto o sulla schiena non può che essere evocativo dei campus americani degli anni Quaranta / Cinquanta, anche se la nascita di questi capi, detti <strong>VARSITY</strong> risale ad anni ben precedenti.<br />
Era infatti il 1865 quando gli allenatori della squadra di baseball dell’università di Harvard decisero che per distinguere e premiare gli atleti migliori avrebbero dato loro dei capi con una grossa H sul petto. L’effetto ottenuto fu che gli altri componenti della squadra per poter indossare le ambite giacche migliorarono le loro prestazioni sportive. Oggi presente in ogni declinazione possibile, lo stile Varsity lo si trova nelle riproduzioni delle felpe delle più note università americane, utilizzato per adattare il proprio logo ed infine sui pezzi più ambiti, vintage ormai stinti ma originali.</p>
<p>Le domande da porsi in merito all’inarrestabile contaminazione tra cultura pop, militare e vintage sono molte ed altrettante sono le risposte. Ma la domanda principale è:<br />
PERCHÉ UN CAPO DIVENTA ICONICO?<br />
Tra il 1940 ed il 1950 James Dean, Marlon Brando e Paul Newman hanno indossato tutti una semplice t-shirt bianca. Demonizzata per decenni la ‘maglia della salute’ oggi è diventata irrinunciabile, da sola o sotto una camicia di denim. Silvester Stallone nel 1982, in fuga dalla polizia sulle montagne canadesi indossava una M65, eppure ‘la giacca di Jhon Rambo’ è oggi fotografata senza esitazione da Scott Shuman (The Sartorialist) sulle spalle dei professionisti della City, abbinata a gessati sartoriali. Steve McQueen, indiscutibile icona di stile, ha indossato nella vita privata e sul grande schermo felpe, t-shirt e giubbotti di ogni genere, oggi replicati in numerose declinazioni e disponibili per essere indossati dai nuovi gentlemen. L’elenco potrebbe continuare all’infinito ma confermerebbe soltanto il fatto che la cultura americana, culla del cinema moderno, artefice dei divi di Hollywood e delle serie tv, ha contribuito notevolmente alla trasposizione di molti capi dalle pellicole alle vetrine dei negozi. Nonostante ciò entrare a far parte dell’immaginario collettivo ed ottenere il passaporto di<br />
capo iconico, non è stata cosa immediata né semplice. Ci sono voluti anni di tentativi, di abbinamenti azzardati, di passerelle imbarazzanti, ma soprattutto uomini che, forse annoiati da giacche e cravatte, hanno saputo introdurre con una buona dose di coraggio stilistico, abiti, stili ed oggetti riportandoli dal passato e facendoli rivivere forse per sempre nei guardaroba maschili.<br />
AL TERMINE DI QUESTO BREVE VIAGGIO RESTA SOLO DA CHIEDERSI COSA RIUSCIRÀ LA NOSTRA EPOCA A CREARE E TRAMANDARE, IN MODO CHE I FIGLI DEI NOSTRI FIGLI POSSANO TENERE NELL’ARMADIO ALMENO UN CAPO ICONICO VINTAGE MADE IN 2022.</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2022/07/27/come-nasce-unicona/">COME NASCE UN’ICONA</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA CAMICIA IN DENIM</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2022/03/07/la-camicia-in-denim/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 12:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classico iconico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://theplayersmagazine.com/?p=1374</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="531" height="600" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/immagine-copertina-531x600.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/immagine-copertina-531x600.png 531w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/immagine-copertina.png 569w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/immagine-copertina-560x633.png 560w" sizes="auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px" /></div>
<p>La camicia in denim negli ultimi anni è diventata sempre di più uno dei capi irrinunciabili nel guardaroba maschile. Stagione dopo stagione questo indumento ha lasciato definitivamente il suo DNA originario, legato al mondo workwear e dell’outdor, per approdare sempre più nelle sartorie e nelle collezioni dei brand Made in Italy. Qualcuno, più ardito, è arrivato &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2022/03/07/la-camicia-in-denim/">LA CAMICIA IN DENIM</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="531" height="600" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/immagine-copertina-531x600.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/immagine-copertina-531x600.png 531w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/immagine-copertina.png 569w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/immagine-copertina-560x633.png 560w" sizes="auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px" /></div><p>La camicia in denim negli ultimi anni è diventata sempre di più uno dei capi irrinunciabili nel guardaroba maschile. Stagione dopo stagione questo indumento ha lasciato definitivamente il suo DNA originario, legato al mondo <em>workwear</em> e dell’<em>outdor,</em> per approdare sempre più nelle sartorie e nelle collezioni dei brand <strong>Made in Italy</strong>.<br />
Qualcuno, più ardito, è arrivato ad affermare che la camicia in denim è la nuova camicia bianca. Si tratta ovviamente di una iperbole, ma senza dubbio possiamo affermare che la cara vecchia camicia di jeans ne ha fatta molta di strada entrando profondamente nei gusti dei gentlemen di oggi.</p>
<p>L’ ABBINAMENTO.<br />
L’eclettismo della camicia in denim è assoluto, pertanto è difficile sbagliare. Ovviamente è perfetta negli stili <em>preppy</em> della Ivy League, oppure in un outfit smart casual è abbinata con giacche <em>window pane</em> e cravatte in maglia. Blazer Navy e tessuti principe di galles si sposano alla perfezione con questa camicia, mentre i più intraprendenti la indossano sotto abiti gessati. Le cravatte sono benvenute, e traghettano ancor di più la camicia in denim verso un abbigliamento più contemporaneo, anche se la commistione di stile alto e basso, formale e casual, è diventata ormai comune nel vestire.</p>
<p>A CIASCUNO IL SUO DENIM.<br />
Con denim ci riferiamo ad un tessuto twill di cotone, che ha una trama diagonale composta da due fili in una direzione che passano sotto due o più fili di ordito, con l’aspetto diagonale del twill molto sottile. Questo   è importante, perchè  ovviamente le camicie fini di sartoria o prodotte per look più  formali, da indossare sotto gli abiti, sono più leggere di quelle in denim utilizzato per i jeans. Anche il colore, dato dalla tintura con indaco, può  variare di molto, con numerose declinazioni e sfumature, date da lavaggi e trattamenti particolari. Quindi si fa presto a dire camicia in denim. Infine lo chambray, un cugino stretto del denim, è solitamente più sottile e leggero, essendo fatto di una semplice trama al posto del twill a doppio filo del denim. Questo spiega la sua crescente popolarità nell’abbigliamento maschile.</p>
<p>CHE TIPO DI CAMICIA DI JEANS INDOSSARE?<br />
Non tutte le camicie in denim sono uguali; tonalità di colore, pesi e trattamenti, le rendono diverse. Eviteremo di indossare sotto una giacca principe di galles una camicia di jeans particolarmente pesante, con cuciture a contrasto in bella vista, doppie tasche sul petto con patta e bottoni a clip, questo tipo di camicia la indosseremo un fine settimana sotto un giaccone di montone o buffalo check, oppure con le maniche arrotolate in campagna.<br />
Sotto una giacca sceglieremo un denim più leggero, più raffinato, con una linea pulita, magari con collo italiano più o meno accentuato, perfetto per quell’elegante nonchalance tanto di moda.</p>
<p><strong>T E L A  G E N O V A</strong><br />
Il mondo <a href="http://www.telagenova.it/it/">Tela Genova</a>, che si ispira alla storia delle antiche tele italiane, è sempre più protagonista in questo segmento grazie all’innovazione e alla ricerca, che esaltano la funzionalità del denim, patrimonio oltre le generazioni. La camicia in denim di Tela Genova diviene un classico collezione dopo collezione.<br />
Per la stagione SS ’22 viene reinterpretato il concetto di Heritage, attraverso la sua continua evoluzione. Questa meticolosa ricerca nel passato, conferisce alla collezione una connotazione<br />
LIFESTYLE HERITAGE ORIENTED, dal tratto deciso, sobrio e ricercato. I materiali impiegati sono pregiati come d’abitudine: chambray di cotone e canapa, tele di lino sia indaco sia nei colori naturali e i puri del lino vivono quindi una nuova vita dal sapore retrò anni ’30. Tela Genova non rinuncia al concetto del vestire green, impiegando esclusivamente tinture vegetali senza agenti chimici, e fibre provenienti da produzioni ecosostenibili.<br />
Ancora una volta Tela Genova stupisce creando una collezione ready to wear con un profondo senso estetico e dall’immancabile lavorazione esclusivamente Made in Italy.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1385 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/TELA_GENOVA_ACI001-1117-ACILIO-F-L0-14353-BLUE-scaled-683x1024.jpg" alt="" width="407" height="611" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/TELA_GENOVA_ACI001-1117-ACILIO-F-L0-14353-BLUE-scaled-683x1024.jpg 683w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/TELA_GENOVA_ACI001-1117-ACILIO-F-L0-14353-BLUE-scaled-1067x1600.jpg 1067w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/TELA_GENOVA_ACI001-1117-ACILIO-F-L0-14353-BLUE-scaled-768x1152.jpg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/TELA_GENOVA_ACI001-1117-ACILIO-F-L0-14353-BLUE-scaled.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 407px) 100vw, 407px" /></p>
<p><strong>Q U A R T E R M A S T E R</strong><br />
Capi durevoli, fatti in Toscana, fuori dalle mode e con una precisa identit . Questa la carta d’identità dei prodotti <a href="https://www.thequartermaster.it/">Quartermaster</a>, giovane brand che si rifà ai grandi classici dello stile militare e del workwear americano. Anche per questa camicia, USN SHIRT JAPAN l’inspirazione deriva dalle divise in dotazione ai marinai della US Navy durante la Seconda Guerra Mondiale. Autenticità, tradizione e stile senza tempo sono le caratteristiche di questo capo che diventa la base per ogni look heritage. Il collo leggermente a punta, le due tasche frontali e i bottoni fisheye in vero corozo sono quei dettagli che la rendono unica nel suo genere e che rispettano la produzione militare degli anni ’30. Queste camicie vengono realizzate e confezionate in uno storico laboratorio tra Firenze e Arezzo. Il tessuto utilizzato è un pregiato cotone cimosato giapponese fabbricato su antichi telai a navetta. Composizione: Tessuto Cimosato Giapponese 80% cotone 20% lino.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1386 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/70SJ-2-00-853x1024.jpg" alt="" width="516" height="619" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/70SJ-2-00-853x1024.jpg 853w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/70SJ-2-00-1333x1600.jpg 1333w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/70SJ-2-00-768x922.jpg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/70SJ-2-00.jpg 1890w" sizes="auto, (max-width: 516px) 100vw, 516px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1387 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/70SJ-2-02-1024x683.jpg" alt="" width="510" height="340" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/70SJ-2-02-1024x683.jpg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/70SJ-2-02.jpg 1200w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/70SJ-2-02-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p><strong>S A N T I L L O  1 9 7 0</strong><br />
Con oltre 50 anni di storia, <a href="https://www.santillo1970.com/">Santillo 1970</a>, realtà  imprenditoriale di livello internazionale con base a Catanzaro, coniuga la tradizione artigianale di scuola napoletana con la visione delle nuove generazioni, oggi alla guida dell’azienda. Dunque accanto al recupero di vecchi telai del ‘900 per le lavorazioni di alcuni tessuti che sono utilizzati per le ‘<em>limited edition</em>’, si unisce una forte spinta commerciale che spinge i loro prodotti anche nei principali stores del Giappone. Nell’ampia offerta dei prodotti Santillo, destinati al gentlemen contemporaneo, non possono mancare le camicie in denim con ben quattro modelli: Montezemolo Denim, Blues Denim, Dean Denim e Grey Dean Denim. Ogni linea è realizzata con denim italiano di alta qualità, flessibile prodotto in esclusiva per Santillo. Bottoni in madreperla australiana ne impreziosiscono l’essenza, così come il dettaglio della cucitura della manica attaccata ‘a fianco chiuso’. Nei modelli Blues e Dean, il cotone è trattato a mano da Santillo con pietra lavica dell’Etna.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1388 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/6AD45C16-C624-4C29-9209-0ECC8E9F72E4-scaled-1024x679.jpeg" alt="" width="405" height="269" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/6AD45C16-C624-4C29-9209-0ECC8E9F72E4-scaled-1024x679.jpeg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/6AD45C16-C624-4C29-9209-0ECC8E9F72E4-scaled-1600x1061.jpeg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/6AD45C16-C624-4C29-9209-0ECC8E9F72E4-scaled-768x509.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 405px) 100vw, 405px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1392 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/E863AD26-DBAD-43EC-9B18-AB5569201E48-scaled-1024x641.jpeg" alt="" width="408" height="255" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/E863AD26-DBAD-43EC-9B18-AB5569201E48-scaled-1024x641.jpeg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/E863AD26-DBAD-43EC-9B18-AB5569201E48-scaled-1600x1002.jpeg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/E863AD26-DBAD-43EC-9B18-AB5569201E48-scaled-768x481.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 408px) 100vw, 408px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1391 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/BB72C5FF-FB1B-4C90-A907-250AEDFCB126-1024x683.jpeg" alt="" width="410" height="273" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/BB72C5FF-FB1B-4C90-A907-250AEDFCB126-1024x683.jpeg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/BB72C5FF-FB1B-4C90-A907-250AEDFCB126-1600x1067.jpeg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/BB72C5FF-FB1B-4C90-A907-250AEDFCB126-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1390 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/1336C361-B5B9-49F8-A3F5-AAE3C8D1333A-scaled-702x1024.jpeg" alt="" width="413" height="602" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/1336C361-B5B9-49F8-A3F5-AAE3C8D1333A-scaled-702x1024.jpeg 702w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/1336C361-B5B9-49F8-A3F5-AAE3C8D1333A-scaled-1096x1600.jpeg 1096w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/1336C361-B5B9-49F8-A3F5-AAE3C8D1333A-scaled-768x1121.jpeg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2022/03/1336C361-B5B9-49F8-A3F5-AAE3C8D1333A-scaled.jpeg 1754w" sizes="auto, (max-width: 413px) 100vw, 413px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2022/03/07/la-camicia-in-denim/">LA CAMICIA IN DENIM</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scarpe Artigianali</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2019/07/14/scarpe-artigianali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2019 16:25:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classico iconico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://theplayersmagazine.com/?p=583</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/DIS_Brand5-550x367.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/DIS_Brand5-550x367.jpg 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/DIS_Brand5-1024x683.jpg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/DIS_Brand5-1600x1067.jpg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/DIS_Brand5-560x373.jpg 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Nell’universo del guardaroba dell’uomo moderno un posto privilegiato spetta senza dubbio alla scarpa su misura, fatta a mano da un mastro calzolaio, vero status symbol per gli appassionati di ogni latitudine. La scarpa su misura, fatta artigianalmente secondo il gusto ed i desiderata del cliente è la quintessenza del guardaroba, un lusso, non solo economico, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2019/07/14/scarpe-artigianali/">Scarpe Artigianali</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/DIS_Brand5-550x367.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/DIS_Brand5-550x367.jpg 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/DIS_Brand5-1024x683.jpg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/DIS_Brand5-1600x1067.jpg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/DIS_Brand5-560x373.jpg 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Nell’universo del guardaroba dell’uomo moderno un posto privilegiato spetta senza dubbio alla scarpa su misura, fatta a mano da un mastro calzolaio, vero status symbol per gli appassionati di ogni latitudine. La scarpa su misura, fatta artigianalmente secondo il gusto ed i desiderata del cliente è la quintessenza del guardaroba, un lusso, non solo economico, ma anche culturale che va ben oltre l’abito su misura o qualsiasi altra personalizzazione. Una scarpa artigianale ben curata e conservata accompagnerà chi la indossa per molti e molti anni, mantenendo sempre una grandissima allure. Ci sono tantissimi indirizzi nelle principali piazze della moda maschile dove recarsi, ma noi ve ne consigliamo uno nuovo.</p>
<p><strong>D I S &#8211; Design Italian Shoes</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-596 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/i6-1024x683.jpg" alt="" width="645" height="430" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/i6-1024x683.jpg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/i6-1600x1067.jpg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2019/07/i6.jpg 2020w" sizes="auto, (max-width: 645px) 100vw, 645px" /></p>
<p>C’è un nuovo indirizzo per i cultori delle calzature personalizzate fatte da eccellenze artigianali italiane, grazie al brand DIS &#8211; Design Italian Shoes, espressione delle botteghe artigiane della ‘shoes valley’, il distretto marchigiano del Made in Italy, leader nella manifattura delle calzature a livello mondiale. L’azienda DIS nasce nel 2015, quando i fratelli Andrea e Francesco Carpineti incontrano Michele Luconi, esperto di nuove tecnologie, fondendo in questo modo, in un mix perfetto, l’anima tradizionale con quella tecnologica.</p>
<p><strong>DIS è principalmente un’intuizione, quella di ridare vigore alle realtà italiane artigianali attraverso l’innovazione digitale, trasformandola in un vero progetto di riorganizzazione in chiave moderna del processo di acquisto, dove il cliente diventa il vero protagonista di un processo produttivo artigianale integrato volto alla personalizzazione digitale offerta dal configuratore 3D.</strong></p>
<p>DIS &#8211; Design Italian Shoes dunque non vende solo calzature, ma offre al cliente l’emozione di un’esperienza di personalizzazione unica nel suo genere. Tutti possono diventare designer e realizzare il proprio paio di scarpe personalizzate. Il configuratore 3D consente infatti di scegliere fra differenti modelli di calzature e di personalizzare la scarpa in ogni sua parte sul sito <strong>designitalianshoes.com</strong> dando la possibilità a chiunque, ovunque, di progettare senza bisogno di spostarsi. Questa rivoluzione coinvolge anche la dimensione del punto vendita: infatti, il servizio mira a rendere digitale e omnicanale anche la tradizionale esperienza di acquisto di calzature in negozio. Oggi DIS è diventata una realtà di respiro internazionale, presente anche in numerosi punti vendita e boutique sartoriali in Europa, Stati Uniti, Cina e Giappone, dove la 3D Shopping Experience è ideata per consentire ai negozianti di offrire ai clienti la personalizzazione più avanzata applicata al su misura. I consumatori hanno la possibilità di toccare con mano e provare in negozio i diversi modelli di calzatura per scegliere la taglia e la calzata perfetta. Gli stessi consumatori, con l’ausilio di un personal stylist, potranno poi utilizzare il configuratore 3D di DIS, appositamente sviluppato e strutturato per essere collocato all’interno dei negozi in forma di touch screen, per personalizzare la propria scarpa scegliendo tra più di 50 milioni di combinazioni; il tutto secondo il claim:</p>
<p><strong>Be different, Be yourself!</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2019/07/14/scarpe-artigianali/">Scarpe Artigianali</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
