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		<title>STORIE DEL NUOVO &#8220;WEST&#8221;. PARTE 2</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2026/09/29/storie-del-nuovo-west-parte-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 12:29:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="366" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/PHOTO-2026-01-21-08-52-35-5-550x366.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/PHOTO-2026-01-21-08-52-35-5-550x366.jpg 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/PHOTO-2026-01-21-08-52-35-5-1024x682.jpg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/PHOTO-2026-01-21-08-52-35-5.jpg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/PHOTO-2026-01-21-08-52-35-5-768x512.jpg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/PHOTO-2026-01-21-08-52-35-5-560x373.jpg 560w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>ABBIAMO INCONTRATO ROCCO TOSCANI NEL SUO RANCH, SULLE COLLINE IMMEDIATAMENTE A RIDOSSO DELLA COSTA DEGLI ETRUSCHI, UNA PORZIONE DI TOSCANA CHE IN POCHI CHILOMETRI RACCOGLIE MARE, STORIA ETRUSCA, ARTE, VINO E BORGHI DA CARTOLINA, APPENA ARRIVATO DAGLI STATI UNITI E PROSSIMO AD UNA NUOVA PARTENZA. NEL FRATTEMPO, GIUSTO DUE MEZZE GIORNATE DEDICATE AI CAVALLI, AL &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2026/09/29/storie-del-nuovo-west-parte-2/">STORIE DEL NUOVO &#8220;WEST&#8221;. PARTE 2</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="366" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/PHOTO-2026-01-21-08-52-35-5-550x366.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/PHOTO-2026-01-21-08-52-35-5-550x366.jpg 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/PHOTO-2026-01-21-08-52-35-5-1024x682.jpg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/PHOTO-2026-01-21-08-52-35-5.jpg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/PHOTO-2026-01-21-08-52-35-5-768x512.jpg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/PHOTO-2026-01-21-08-52-35-5-560x373.jpg 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>ABBIAMO INCONTRATO ROCCO TOSCANI NEL SUO RANCH, SULLE COLLINE IMMEDIATAMENTE A RIDOSSO DELLA COSTA DEGLI ETRUSCHI, UNA PORZIONE DI TOSCANA CHE IN POCHI CHILOMETRI<br />
RACCOGLIE MARE, STORIA ETRUSCA, ARTE, VINO E BORGHI DA CARTOLINA, APPENA ARRIVATO DAGLI STATI UNITI E PROSSIMO AD UNA NUOVA PARTENZA.<br />
NEL FRATTEMPO, GIUSTO DUE MEZZE GIORNATE DEDICATE AI CAVALLI, AL SUO RANCH ED ALLE ALTRE NUMEROSE ATTIVITÀ CHE SEGUE.</p>
<p><strong>QUESTO ANGOLO DI TOSCANA È UNICO, QUANTO LE APPARTIENE?</strong><br />
Moltissimo, mi sento profondamente espressione di questo territorio, dell’alta maremma, di queste colline dalle quali si vede il mare, del piccolo borgo di Casale Marittimo, tra Cecina, Bolgheri, Volterra e la costa tirrenica. Sono cresciuto qui, anche se i primi anni della mia vita sono stato un girovago, sempre insieme ai miei genitori<br />
(il famoso fotografo Oliviero Toscani e la modella norvegese Kirsti Moseng, ndr) quando a 6 anni ho iniziato le scuole, avevo già collezionato 36 ingressi negli USA.</p>
<p><strong>ADESSO QUESTA ZONA È MOLTO CONOSCIUTA, CON UNA MASSICCIA PRESENZA TURISTICA, ANCHE STRANIERA, PERÒ NON È SEMPRE STATO COSÌ…</strong><br />
Esatto, il nucleo iniziale dell’attuale tenuta, la prima casa fu acquistata dal mio babbo alla fine degli anni ’60, quando questa zona era molto diversa da come la conosciamo oggi, non c’era nulla. Con una espressione moderna, la chiameremmo una zona depressa ed il turismo straniero qualificato; gli svizzeri, i tedeschi, i norvegesi che hanno reso questa parte di toscana adesso così popolare dovevano ancora venire.<br />
Questo è sempre stato il buon retiro di mio padre, la sua passione, potremmo dire l’equivalente della barca a vela per molti, però anziché veleggiare nel mare sospinta dal vento è stata molto più terrena, e parla di cavalli, di vigneti, di colline, di questo territorio unico.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-3069 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-06-04-alle-14.18.27-1024x466.png" alt="" width="1024" height="466" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-06-04-alle-14.18.27-1024x466.png 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-06-04-alle-14.18.27.png 1411w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong><a href="https://www.instagram.com/toscani_ranch/">TOSCANI RANCH</a> DA QUANTO TEMPO HA QUESTA STRUTTURA?</strong><br />
Che il Ranch ha questa struttura sono ormai molti anni, anche se in realtà è stato lungamente gestito da terze persone, esperte del settore dell’allevamento dei cavalli.<br />
Da qualche anno abbiamo ripreso in mano la situazione e l’allevamento dei cavalli Quarter Horse, razza che ha importato in Italia per primo mio padre, e che ci sta dando grandi soddisfazioni. Si tratta di quello che ha contribuito a forgiare un connubio inscindibile con il cowboy dell’epopea del Far West, un cavallo fortissimo e scattante, agile e robusto; è oggi il cavallo ideale per la regina delle discipline americane: il Reining.</p>
<div id="attachment_3068" style="width: 530px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3068" class="wp-image-3068 size-medium" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-09-29-alle-14.23.20-520x780.png" alt="" width="520" height="780" /><p id="caption-attachment-3068" class="wp-caption-text">Rocco Toscani</p></div>
<p><strong>L’ALLEVAMENTO DEI CAVALLI QUARTER HORSE È L’ESSENZA DEL RANCH, LA NATURA PIÙ INTIMA, PERÒ NON È LA SOLA ATTIVITÀ…</strong><br />
Esatto, all’interno del ranch ci sono anche alcuni Lodge, per tutti coloro che vogliono una esperienza ancora più immersiva. Il nostro è un turismo particolare, a stretto contatto con la natura. Chi viene qui è come se entrasse in casa nostra, e noi ci presentiamo per quelli che siamo, senza lustrini o scimmiottamenti di un mondo western, che sembrerebbe altro da noi. Noi siamo esattamente come ci vede, con gli stivali polverosi e gli speroni ai piedi, pronti a montare ed a svolgere tutte quelle mansioni quotidiane legate all’allevamento.<br />
Anche le escursioni, ad esempio, ci danno sempre maggiori soddisfazioni. I piccoli gruppi che decidono di fare un percorso a cavallo possono scegliere tra diverse tempistiche dalle tre ore, fino al pernottamento in tenda per la notte. Noi offriamo un’esperienza che cimenta moltissimo, che ti mette a nudo, anche le persone inizialmente più titubanti, alla fine si sciolgono e finiscono il giro entusiasti. Credo che la nostra forza, come dicevo prima sia quella di presentarci per quello che siamo, con la nostra vera identità, senza trucchi o finzioni.<br />
La nostra credibilità è dimostrata anche dal fatto che l’azienda Ferrino, brand leader nell’outdoor con oltre 150 anni di storia, ci sponsorizza con il materiale tecnico, comprese le tende per la notte per l’escursione più lunga.</p>
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<p><strong>E POI C’È IL CONCEPT MADAMA RODEO, COSA È, CE LO VUOL RACCONTARE?</strong><br />
Madama Rodeo nasce nell’estate del 2023 inizialmente dalla semplice volontà di fare una festa tra amici. Eravamo proprio intorno a questo tavolo di legno e non ricordo a chi venne l’idea di organizzare una festa, per condividere sia con gli amici, sia con una cerchia più allargata, il nostro mondo, e poi ci è un po’ scappata di mano…<br />
Non c’è stato dietro nessun progetto studiato, nessun business plan, solo un’idea di<br />
condivisione. È un’avventura cresciuta nel tempo, grazie all’esperienza maturata festa dopo festa, tant’è che nell’estate 2025 è stato un appuntamento settimanale.<br />
Partner di questa iniziativa è Jenny Cucuzza proprietaria del MADAMA Cafèshop nel borgo di Casale Marittimo che ha portato la sua lunga esperienza nel settore Food &amp; Beverage.<br />
È una spazio di convivialità, di aggregazione, dove si possono fare delle passeggiate a cavallo, ci sono attività di baby ranch ludoteca western per i più piccoli, c’è la musica, c’è il buon cibo, semplice ma gustoso c’è il nostro vino, ovviamente dell’<a href="https://www.vino.toscani.com/">Azienda Agricola Toscani </a>con tutti i nostri prodotti e poi c’è quel senso di libertà che lo stare insieme all’aria aperta enfatizza.<br />
Naturalmente c’era anche la volontà di proporre e comunicare i nostri prodotti, con il vino in primis, in maniera diversa; far parlare, far apprezzare i nostri prodotti in un contesto fortemente conviviale affinché potessero rimanere maggiormente impressi.<br />
Questa stagione (estate 2026, ndr) abbiamo già fatto alcune date, ma a differenza della passata, gli appuntamenti saranno con una cadenza<br />
di alcune settimane, per rendere l’esperienza, ancora più desiderata e unica.<br />
The World needs more Cowboy.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2026/09/29/storie-del-nuovo-west-parte-2/">STORIE DEL NUOVO &#8220;WEST&#8221;. PARTE 2</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
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		<title>STORIE DEL NUOVO &#8220;WEST&#8221;. Parte 1</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2026/09/29/ci-sara-una-volta-il-west-parte-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 11:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashionstory]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="448" height="600" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-09-29-alle-12.50.56-448x600.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-09-29-alle-12.50.56-448x600.png 448w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-09-29-alle-12.50.56.png 518w" sizes="auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px" /></div>
<p>Negli ultimi anni, lo stile western è tornato a farsi notare con forza sulle passerelle e nelle strade, ma parlare di ‘ritorno’ forse è riduttivo. Più che una tendenza ciclica, il western sembra essere uno di quei linguaggi estetici che non scompaiono mai davvero: si trasformano, si adattano e riemergono in nuove forme, mantenendo intatto &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2026/09/29/ci-sara-una-volta-il-west-parte-1/">STORIE DEL NUOVO &#8220;WEST&#8221;. Parte 1</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="448" height="600" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-09-29-alle-12.50.56-448x600.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-09-29-alle-12.50.56-448x600.png 448w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-09-29-alle-12.50.56.png 518w" sizes="auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px" /></div><p>Negli ultimi anni, lo <strong>stile western</strong> è tornato a farsi notare con forza sulle passerelle e nelle strade, ma parlare di ‘ritorno’ forse è riduttivo. Più che una tendenza ciclica, il <strong>western</strong> sembra essere uno di quei linguaggi estetici che non scompaiono mai davvero: si trasformano, si adattano e riemergono in nuove forme, mantenendo intatto il loro fascino originario.</p>
<p>Non è un caso che uno dei suoi interpreti più influenti, <strong>Ralph Lauren</strong>, abbia costruito parte del proprio immaginario proprio su questo universo: nei suoi look più iconici, fatti di denim vissuto, stivali e richiami diretti al mondo dei <strong>cowboy</strong>, ha sempre sottolineato come il valore di un capo risieda nella sua storia e nella sua autenticità, ben oltre il semplice peso di un’etichetta.<br />
Frange, denim, pelle vissuta, stivali <strong>texani</strong> e cappelli a tesa larga evocano immediatamente un immaginario preciso: quello delle grandi pianure, della libertà e di un certo spirito ribelle. È proprio questa carica simbolica che rende lo <strong>stile western</strong> così resistente nel tempo.<br />
<strong>NON È SOLO MODA, MA NARRAZIONE. INDOSSARLO SIGNIFICA, IN QUALCHE MODO, APPROPRIARSI DI QUELL’ IDEA DI INDIPENDENZA E AUTENTICITÀ.</strong><br />
Oggi, tuttavia, il <strong>western</strong> non si presenta più nella sua forma pura’ o nostalgica. Le aziende di moda stanno reinterpretando questi codici con uno sguardo contemporaneo, mescolandoli con linee minimaliste, tessuti innovativi e tagli più urbani. Il risultato è un equilibrio interessante tra passato e presente: giacche con frange abbinate a silhouette pulite, camicie in <strong>stile cowboy</strong> rivisitate con materiali sostenibili, stivali western accostati a look metropolitani. Questa evoluzione riflette anche un cambiamento culturale più ampio. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla standardizzazione, il richiamo a uno stile così caratterizzato e ‘radicato’ risponde al bisogno di identità.</p>
<p>Il <strong>western</strong> diventa quindi uno strumento per distinguersi, ma anche per riscoprire una certa manualità e attenzione al dettaglio, spesso legata alla tradizione artigianale. Non sorprende, inoltre, che molti brand stiano investendo proprio su questo tipo di estetica. Il <strong>western</strong> offre un patrimonio visivo ricco e riconoscibile, ma allo stesso tempo abbastanza flessibile da essere reinterpretato in chiave moderna.</p>
<p style="text-align: left;">SUSER DENIM.</p>
<p>È una base solida su cui costruire collezioni che parlano sia a chi cerca qualcosa di iconico, sia a chi vuole sperimentare. In definitiva, più che un semplice trend, lo stile <strong>western</strong> si conferma come una presenza costante nel panorama della moda. Cambia pelle, si aggiorna, ma resta fedele alla sua essenza. E forse è proprio questo il segreto della sua longevità: la capacità di raccontare una storia senza tempo, adattandola a ogni nuova generazione. Vorrei soffermarmi su un’azienda giovane e fresca, completamente made in italy, con un’identità heritage ed una forte presa di posizione contro il fast fashion, per consigliarvi un capo cardine con cui approcciare all’universo western, parliamo di <a href="https://suserdenim.it/"><strong>SUSÈR DENIM</strong></a>, il denim cimosato come una volta, costruito sui telai a navetta, come le Union in loro possesso, con cui ogni giorno sfruttando tele giapponesi di diverse grammature, sfornano un jeans che più lo si indossa, più diventa bello. Tra le valli e i promontori caratteristici delle prealpi bresciane striscia lento il biacco. Attirato dall’umidità dei terreni argillosi questo serpente non velenoso è simbolo tra le genti che vivono tra i monti e la vasta campagna del sud della città. La sua adattabilità ne fa una caratteristica molto positiva tant’è che lo rende sempre in movimento alla ricerca del miglior habitat specialmente laddove sente minaccia.</p>
<p>Questo diventa per <strong>Susèr Denim</strong> elemento importante di forte ispirazione. Un animale quatto e docile che se disturbato scaglia battagliero la sua rabbia e aggressività. La difesa è l’argomento chiave, ponendosi sin dal primo momento in totale critica al fast fashion, ai prodotti usa e getta che senza consapevolezza collettiva ingombrano le vetrine colorate dei centri commerciali di ogni realtà cittadina. Prodotti scadenti spesso realizzati oltre confine, sordi all’udire di buoni propositi in termini di diritti umani e tutele.</p>
<p><strong>Susèr Denim</strong> sceglie la difesa repentina, come un biacco, davanti allo sfrenato consumo. Un jeans interamente italiano, dalla lavorazione al materiale primario che sposa la causa del produrre meno per avere di più; un mantra, una sfida e un’idea. <strong>Susèr Denim</strong>, è un pantalone per sempre. Il G1 di <strong>Susèr Denim</strong> è un selvedge raw, ovvero una tela che non subisce lavaggi, <strong>13 Oz</strong> di grammatura, dotato quindi di una resistenza enorme. Non solo il trattamento a cimosa della cucitura dona robustezza bensì l’assenza di sanforizzazione, ovvero il processo industriale di fissaggio dei tessuti, non indebolisce il materiale.</p>
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<p>Il jeans si adatta alla linea della gamba di chi lo indossa, un plus formidabile così come la personalizzazione sulla salpa con spaziatura e inserimento del nome del possessore. Un unico modello di denim con una scala di misure per il girovita e una sola lunghezza gamba, ed è qui la parte più interessante, perché verrà orlato a seconda delle esigenze dell’utente finale, una customizzazione ulteriore per rendere il jeans ancora più unico. Il tramandare un capo d’abbigliamento è la vera resistenza.</p>
<p>Il concetto di <strong>heritage</strong> fluttua attorno a tre fonti fulcro ovvero, la tradizione del creare e diffondere gli usi e le tecniche di creazione del prodotto; i valori che ne compongono la narrazione sottostante al fattore del tramandare; la cultura diventa legacy con i precedenti concetti creando la trinità chiave dell’ <strong>heritage couture</strong>. Il selvedge denim, la tecnica eccelsa della cimosa affonda radicalmente le sue radici nell’antico metodo di cucitura che nella seconda metà del ‘900 diffuse il denim che spopolò in <strong>USA</strong>, consolidò il suo valore in <strong>Giappone</strong> per poi sviluppare la sua massima fase di espansione raggiungendo ogni angolo del mondo.<br />
CON SUSÈR È TOTALMENTE NECESSARIO METTERE SUL PODIO DELLA BRAND IDENTITY LA RESISTENZA CONTRO LA FASHION INDUSTRY.<br />
Rispolverare le vecchie macchine da cucire, fa parte della loro rivoluzione. La cimosa è uno dei frutti di questa forma di artiginato sartoriale e tessile. Non è altro che il bordo della pezza utilizzata per creare il denim jeans; questa non viene tagliata ma resta presente lungo l’interno dell’esterno gamba. Si forma ai lati durante la produzione con i vecchi telai a navetta.<br />
La resistenza alla trazione è notevole, grazie al maggior numero di fili d’ordito presenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2026/09/29/ci-sara-una-volta-il-west-parte-1/">STORIE DEL NUOVO &#8220;WEST&#8221;. Parte 1</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
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		<title>BRUNO BARBIERI</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2026/09/15/bruno-barbieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 11:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cover Story]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="400" height="600" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Bruno-Barbieri-1-400x600.jpeg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Bruno-Barbieri-1-400x600.jpeg 400w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Bruno-Barbieri-1-682x1024.jpeg 682w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Bruno-Barbieri-1-1066x1600.jpeg 1066w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Bruno-Barbieri-1-768x1153.jpeg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Bruno-Barbieri-1-560x840.jpeg 560w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Bruno-Barbieri-1.jpeg 1240w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /></div>
<p>Abbiamo avuto il piacere di intervistare Bruno Barbieri, chef pluristellato, personaggio televisivo, viaggiatore curioso, grande sperimentatore, ma soprattutto profondo conoscitore della moda maschile; insomma un vero “PLAYER”, al quale abbiamo dedicato la storia di copertina del numero 25 del magazine. COME NASCE LA SUA PASSIONE PER LA MODA, ANCHE SE, NEL SUO CASO, SAREBBE PIÙ &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2026/09/15/bruno-barbieri/">BRUNO BARBIERI</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-3036 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/COP.-thePLAYERS-25--scaled-768x1024.jpg" alt="" width="484" height="645" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/COP.-thePLAYERS-25--scaled-768x1024.jpg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/COP.-thePLAYERS-25--scaled-1200x1600.jpg 1200w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/COP.-thePLAYERS-25--scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px" /></p>
<p><strong>COME NASCE LA SUA PASSIONE PER LA MODA, ANCHE SE, NEL SUO CASO, SAREBBE PIÙ CORRETTO PARLARE DI STILE E GUSTO DELL’ ABBIGLIAMENTO?</strong></p>
<p>Sono figlio di una sarta, mia madre Ornella è stata una grande sarta, per questo il mio legame con la moda è antico e molto profondo, perché fin da piccolo ho respirato il profumo dei tessuti ed ho visto la grande maestria che c’è dietro la realizzazione di un vestito. Potrei dire che è una sorta di imprinting.<br />
Ricordo ancora i vestiti bellissimi che mia madre mi faceva a carnevale, dove vincevo sempre il primo premio nei vari concorsi. Tra i più memorabili ne ricordo uno da marhaja, veramente eccezionale.<br />
Naturalmente ero invidiato dagli altri bambini che non avevano questa fortuna. Per la mia prima comunione mi fece un meraviglioso vestito nero, giacca e pantaloni corti, però io li volevo lunghi e con le forbici ci feci un gran taglio. Lei capì che stavo diventando grande e con pazienza mi realizzò un nuovo paio di pantaloni lunghi!</p>
<p><strong>IL GUSTO PER L’ ABBIGLIAMENTO E PER LO STILE DA ALLORA LO HA SEMPRE ACCOMPAGNATO…</strong></p>
<p>Sì, perché la cucina e la moda parlano lo stesso linguaggio: quello della materia prima, della passione, della creatività.<br />
Credo che la ricerca che c’è nel mondo della moda e la ricerca che c’è nel mondo della cucina vadano di pari passo, nel senso che oggi nel mondo della moda si utilizzano dei prodotti che usiamo anche noi in cucina, come le spezie per colorare i tessuti, c&#8217;è tutta una serie di accorgimenti che possono essere declinati in entrambi i settori.<br />
Poi io sono una persona curiosa ed eclettica. Ricordo che anni fa le divise dei cuochi erano molto standardizzate. Anche quando non ero così conosciuto avevo questa passione: alla fine degli Anni ‘80 andai in California, in Napa Valley, dove gli chef non si vestivano in modo classico, giacca bianca e pantaloni sale e pepe come in Italia. Io ho importato i pantaloni disegnati con la verdura e la frutta, le scarpe rosse …</p>
<div id="attachment_3035" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3035" class="wp-image-3035 size-medium" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-09-15-alle-13.18.54-1024x688.png" alt="" width="1024" height="688" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-09-15-alle-13.18.54-1024x688.png 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/Schermata-2026-09-15-alle-13.18.54.png 1172w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-3035" class="wp-caption-text">Ritratto di BRUNO BARBIERI, credito Photo by @shirodri</p></div>
<p><strong>QUALI SONO I SUOI PUNTI DI RIFERIMENTO STILISTICI, UN PERSONAGGIO DI UN FILM, UN’ EPOCA, UN PROTAGONISTA DI UN LIBRO, AL QUALE SI È ISPIRATO O CHE HA PRESO COME STIMOLO…</strong></p>
<p>Sono un grande appassionato dello stile di stampo British, che coniuga personalità, stile e sobrietà. Penso che la sartoria maschile inglese abbia stabilito i canoni dell’abbigliamento per l’uomo elegante; vero grande punto di riferimento per l’eleganza in tutto il mondo, spesso presente persino nelle più moderne e stravaganti linee casual.<br />
Come epoca storica guardo con grande interesse, per contaminazione e stravaganza gli anni ‘60/‘70, ma anche tutta quella parte da ‘dandy inglese’ anni ‘40/‘50.<br />
Mi piace molto lo stile senza tempo dei grandi divi di Hollywood come Gary Cooper, Cary Grant, ma anche Charles Boyer e Robert Donat, che erano vestiti dai grandi sarti inglesi di Savile Row. Come film invece L’importanza di essere Ernesto, tratto dall’opera teatrale di Oscar Wilde, perché rappresenta l’eleganza impeccabile di un’epoca.</p>
<p><strong>E POI C’È GABRIELE PASINI. COME HA SCELTO QUESTO STILISTA PER DARE FORMA AL SUO STILE, COSA HA DI SPECIALE E PERCHÉ LO RISPECCHIA COSÌ TANTO &#8230;</strong></p>
<p>Conosco <a href="https://www.gabrielepasini.com/">Gabriele Pasini</a> da oltre 30 anni, da quando frequentavo il suo negozio a Modena, dove vendeva abiti da uomo ricercati, ma non troppo classici. Io ho sempre amato le sue cose, ma soprattutto ho amato la sua mano, la sua ricerca, il suo modo di pensare a quello che una persona può indossare, ormai lavoriamo da tanto tempo insieme. Mi piace molto il fatto che le sue mani creino delle provocazioni visive, però affondando le radici proprio nella migliore tradizione sartoriale di scuola napoletana, da cui ne ha sempre colto le linee eleganti ed il rigore, nonchè quella maestria che è diventata un marchio di fabbrica. Poi io sono un amante dei rever ampi, importanti e quelli di Gabriele Pasini lo sono in una maniera impeccabile. L’ampiezza dei rever di Pasini non sono provocatori, ma insieme alla spalla rilassata sono gli elementi costruttivi della giacca di una morbidezza incredibile. Poi siamo molti simili, perché entrambi ricerchiamo l’eccellenza fatta di rigore, creatività e carattere, io nelle mie creazioni culinarie e Gabriele nella sua estetica sartoriale che si evolve sempre senza perdere l’identità. Io sono un po’ eccentrico da sempre, dentro e fuori dalla cucina, dentro e fuori dal set e con Gabriele Pasini ci siamo da subito intesi alla perfezione, da buoni emiliano-romagnoli e siamo diventati grandi amici. Facciamo ricerca insieme per quanto riguarda i tessuti, per le camicie, che sono una delle mie passioni, negli<br />
oggetti.</p>
<div id="attachment_3040" style="width: 552px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3040" class="wp-image-3040" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1271-scaled-768x1024.jpg" alt="" width="542" height="723" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1271-scaled-768x1024.jpg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1271-scaled-1200x1600.jpg 1200w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1271-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 542px) 100vw, 542px" /><p id="caption-attachment-3040" class="wp-caption-text">Un particolare dello stand Gabriele Pasini, durante Pitti Immagine UOMO, photo thePLAYERS Magazine</p></div>
<div id="attachment_3039" style="width: 557px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3039" class="wp-image-3039" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1269-scaled-768x1024.jpg" alt="" width="547" height="729" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1269-scaled-768x1024.jpg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1269-scaled-1200x1600.jpg 1200w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1269-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 547px) 100vw, 547px" /><p id="caption-attachment-3039" class="wp-caption-text">Un particolare dello stand Gabriele Pasini, durante Pitti Immagine UOMO, photo thePLAYERS Magazine</p></div>
<p><strong>A PROPOSITO DI PASSIONI, COSA NON MANCA MAI NELLA SUA VALIGIA…</strong></p>
<p>Io sono così, come mi si vede anche in televisione. Mi piacciono molto i vestiti colorati, scozzesi, rigati (sempre un po’ pazzi). Porto sempre con me dei panciotti, non mancano mai nei miei abbinamenti, ma anche da soli. Non manca mai una giacca sfoderata di lino e seta bianca, di taglio sartoriale, con revers larghissimi e una camicia taglio texano in jeans vissuto, ma anche una bella camicia bianca oppure a righe, poi t-shirt monocrome, da portare anche sotto ad una giacca, ovviamente dei jeans, e poi le scarpe stile oxford, stringate, mentre nei mesi più caldi, invece, il mocassino in pelle morbidissima anche lavato o customizzato, ad esempio come quelli che si usavano a Saint Tropez negli anni ‘60/‘70.<br />
Mi piacciono molto gli accessori, sia come oggetto in se, sia come complemento che contraddistingue ed arricchisce il proprio look. Per esempio, trovo indispensabile un’ampia borsa dal taglio maschile per poter metterci dentro tutto quello che ti serve durante la giornata.<br />
Oppure gli occhiali, sempre di marca Moscot, rossi, gialli, blu, perché mi piace abbinarli ai vestiti.<br />
Poi ho i miei colori prediletti, come il blu nelle sue varie sfumature, tutte le tonalità ‘bruciate’, i toni del cioccolato, il color sabbia del deserto e, naturalmente, il bianco e il nero.<br />
Discorso a parte devo fare per i tessuti, come dicevo prima crescendo in sartoria, li conosco ed ho i miei preferiti, come ad esempio il jersey, il cotone e il lino, ma anche il seersucker. Però più che un elenco delle cose che mi piacciono, e che sono molte, sono una persona libera dagli schemi e con l’abbigliamento mi diverto sempre, come quando indosso i mocassini a pieni nudi, senza calze, anche d’inverno, perché per me lo stile è vivere la vita in libertà, raccontando agli altri chi sei attraverso il lavoro, attraverso i tuoi pensieri, le tue idee e anche per mezzo dell’abbigliamento. Per avere stile ci vuole anche una giusta dose di coraggio. L’abbigliamento è coerenza e deve esprimere chi sei, guai non sentirsi bene, non sentirsi a proprio agio in un completo o in un abbinamento.<br />
Quello che fai vedere agli altri, come ti vesti, deve rispecchiare come sei dentro, deve parlare e dire chi sei, con la tua sensibilità e la tua cultura, ma anche la storia di chi quell’abito lo ha creato, ed è forse anche per questo che gli abiti e le giacche di Gabriele Pasini mi rispecchiano così tanto, perché rappresentano la grande artigianalità della sartoria napoletana; lui è un maestro nella ricerca e cura del dettaglio, quasi in modo maniacale.</p>
<p><strong>LEI È UN INSTANCABILE VIAGGIATORE, OGGI CHE TIPO DI CUCINA RICERCA, QUALE LE PIACE SCOPRIRE DURANTE I SUOI VIAGGI?</strong></p>
<p>La gastronomia è contaminazione, viaggiare ed essere curiosi aiuta molto. La cucina di strada mi affascina molto, perché racchiude tutte le contaminazioni date dai viaggi, dalle culture di altri paesi, dal conoscere gente di altri luoghi, mi piace la cucina che si fa nei mercati con cotture della tradizione ed ingredienti anche semplici. Le cucine in giro per il mondo sono tutte bellissime e buonissime. Ognuna ha le proprie caratteristiche e leccornie: da quella peruviana fino a quella della Foresta Amazzonica, passando per l’israeliana e la francese. Ma quella che mi ha davvero colpito di più è la cucina libanese, un mix tra quella francese, inglese, italiana e araba: una meraviglia totale, creatasi grazie alle colonizzazioni del basso Mediterraneo. Credo proprio che non esista una cucina più buona dell’altra. Anche se c’è da dire che quella italiana racconta una bella storia.</p>
<p><strong>GRAZIE PER QUESTA INTERESSANTE CHIACCHIERATA, PRIMA DI CONGEDARCI UN’ULTIMA DOMANDA, CHE FACCIAMO SPESSO AI NOSTRI ‘PLAYERS’, SE FOSSE UN SUPEREROE CHI LE PIACEREBBE ESSERE?</strong></p>
<p>Più che un supereroe mi ha affascinato fin da bambino <a href="https://www.diabolik.it/">Diabolik</a>, un po’ per le atmosfere uniche dei fumetti delle sorelle Giussani, con quei personaggi sempre molto eleganti ed impeccabili, un po’ perché ho sempre invidiato i suoi gadget e poi mi ha sempre affascinato per questo suo essere diverso, fuori dal coro, un antieroe.</p>
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		<title>ALOHA SHIRT</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2026/07/28/aloha-shirt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 20:17:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Style]]></category>
		<category><![CDATA[Who Are thePLAYERS]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="550" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-06-02-alle-15.55.24-550x550.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-06-02-alle-15.55.24-550x550.png 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-06-02-alle-15.55.24-150x150.png 150w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-06-02-alle-15.55.24.png 700w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-06-02-alle-15.55.24-560x560.png 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>IL CAPO ESTIVO PIÙ INDOSSATO DI SEMPRE. LA CAMICIA CULT DA OLTRE MEZZO SECOLO, ICONA DEL GUARDAROBA MASCHILE MA NON SOLO. L’origine e la storia della camicia hawaiana come si intuisce dal nome stesso, nasce nell’arcipelago vulcanico delle Hawaii situato dell’Oceano Pacifico centrale, ma la sua genesi scaturisce da uno speciale intreccio di culture differenti &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="550" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-06-02-alle-15.55.24-550x550.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-06-02-alle-15.55.24-550x550.png 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-06-02-alle-15.55.24-150x150.png 150w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-06-02-alle-15.55.24.png 700w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-06-02-alle-15.55.24-560x560.png 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>IL CAPO ESTIVO PIÙ INDOSSATO DI SEMPRE. LA CAMICIA CULT DA OLTRE MEZZO SECOLO, ICONA DEL GUARDAROBA MASCHILE MA NON SOLO.<br />
L’origine e la storia della camicia hawaiana come si intuisce dal nome stesso, nasce nell’arcipelago vulcanico delle Hawaii situato dell’Oceano Pacifico centrale, ma la sua genesi scaturisce da uno speciale intreccio di culture differenti e riferimenti alla natura locale.<br />
GORDON YOUNG E HAROLD BUTTOLPH sono considerati i creatori della camicia hawaiana.<br />
Siamo negli anni ‘30, Young, mentre frequentava l’università delle Hawaii, iniziò a creare camicie estive a maniche corte utilizzando tessuti giapponesi con motivi floreali e colori vivaci. Buttolph, un giornalista, suggerì il nome ‘aloha shirt’ ispirato al saluto tradizionale hawaiano.<br />
In poco tempo queste creazioni avevano attirato l’attenzione dei turisti che visitavano le isole desiderosi di portare a casa un souvenir tropicale delle Hawaii da possedere nell’armadio.<br />
Durante la Seconda Guerra Mondiale i militari di stanza nelle Hawaii portavano a casa queste camicie come ricordo di viaggio, contribuendo a diffonderne l’uso negli Stati Uniti continentali.<br />
La consacrazione della camicia hawaiana arriva negli anni ‘50, con l’immancabile ondata di celebrities e star di Hollywood.<br />
Negli anni ‘60 e successivi, le sottoculture dell’epoca – in particolar modo la cultura HIPPIE e i SURFER –<br />
adotteranno questo capo, che si affermerà come simbolo di ribellione contro la moda tradizionale; infine negli anni ‘90 noti marchi globali del lusso incominciarono a reinterpretare questa camicia, basti pensare a Gucci, Versace, Etro ed Emilio Pucci.<br />
Questo articolo rimane uno dei capi più amati e indossati d’estate. In passerella non c’è stagione che non sfili almeno una volta, per non parlare di tutte le apparizioni fatte sul grande e piccolo schermo; il mio personale consiglio è sempre quello di scovarle vintage, con l’immancabile dicitura di produzione MADE IN HAWAII /<br />
HONOLULU.</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2026/07/28/aloha-shirt/">ALOHA SHIRT</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
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		<title>Collezione Silvio Fiorello x Mauritshuis Museum.</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2026/07/06/collezione-silvio-fiorello-x-mauritshuis-museum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 21:24:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Fashionstory]]></category>
		<category><![CDATA[Style]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="477" height="600" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-06-alle-23.08.42-477x600.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-06-alle-23.08.42-477x600.png 477w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-06-alle-23.08.42.png 623w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-06-alle-23.08.42-560x704.png 560w" sizes="auto, (max-width: 477px) 100vw, 477px" /></div>
<p> La creatività dei prodotti Silvio Fiorello è ormai nota, stagione dopo stagione, collezione dopo collezione si esprime sempre ad altissimi livelli, diventando un vero e proprio punto di forza del brand. Per la nuova stagione PE 2027 Silvio Fiorello presenta con orgoglio una collezione esclusiva realizzata per il famoso Mauritshuis Museum, dell’Aia nei Paesi Bassi, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="477" height="600" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-06-alle-23.08.42-477x600.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-06-alle-23.08.42-477x600.png 477w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-06-alle-23.08.42.png 623w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-06-alle-23.08.42-560x704.png 560w" sizes="auto, (max-width: 477px) 100vw, 477px" /></div><p><strong> </strong>La creatività dei prodotti <a href="http://www.silviofiorello.com">Silvio Fiorello</a> è ormai nota, stagione dopo stagione, collezione dopo collezione si esprime sempre ad altissimi livelli, diventando un vero e proprio punto di forza del brand. Per la nuova stagione PE 2027 Silvio Fiorello presenta con orgoglio una collezione esclusiva realizzata per il famoso <a href="https://www.mauritshuis.nl">Mauritshuis Museum</a>, dell’Aia nei Paesi Bassi, che porta alcuni dei capolavori più celebri al mondo nell&#8217;universo degli accessori artigianali fatti a mano. La collezione trasforma opere d&#8217;arte senza tempo in raffinate cravatte, pochette, foulard e twilly, ciascun pezzo realizzato a mano in Sicilia secondo la rinomata tradizione sartoriale della maison.</p>
<p>Al centro della collezione si trovano alcune delle opere più iconiche custodite al Mauritshuis, tra cui <em>La Ragazza con l&#8217;Orecchino di Perla</em> e <em>Veduta di Delft</em> di Johannes Vermeer, <em>Il Cardellino</em> di Carel Fabritius, <em>Vaso di fiori</em> di Jan Davidsz de Heem e <em>Il Giardino dell&#8217;Eden con la Caduta dell&#8217;Uomo</em> di Peter Paul Rubens e Jan Brueghel.</p>
<p>Ogni capolavoro viene reinterpretato attraverso l&#8217;inconfondibile linguaggio estetico della Sicilia, dove ceramiche tradizionali, richiami barocchi, motivi ornamentali e vivaci tonalità mediterranee si intrecciano nei disegni, dando vita a un dialogo tra l&#8217;arte olandese del XVII secolo e il patrimonio artistico siciliano. Il risultato è una straordinaria fusione di due mondi: capolavori che incontrano il calore, l&#8217;anima e la maestria artigianale della Sicilia.</p>
<p>Ogni accessorio è realizzato a mano nel nostro atelier di Gagliano Castelferrato utilizzando le più pregiate sete di Como, nel rispetto delle tradizioni artigianali che definiscono Silvio Fiorello dal 1986. Attraverso questa collaborazione, l&#8217;arte supera i confini del museo e diventa qualcosa da indossare, collezionare e vivere ogni giorno.</p>
<p>«Questa collezione nasce dal desiderio di donare una nuova vita all&#8217;arte», afferma Silvio Fiorello. «Abbiamo voluto preservare l&#8217;emozione, il mistero e la magnificenza di questi capolavori, infondendovi al contempo l&#8217;anima della Sicilia. Una celebrazione di opere che trascendono il tempo, reinterpretate attraverso il nostro inconfondibile stile ed artigianalità.»</p>
<p>La collezione sarà disponibile presso il Mauritshuis Museum, nella boutique online di Silvio Fiorello e presso una selezione di rivenditori esclusivi in tutto il mondo.</p>
<p>www.silviofiorello.com</p>
<div id="attachment_3010" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3010" class="wp-image-3010 size-medium" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-06-alle-23.12.06-1024x684.png" alt="" width="1024" height="684" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-06-alle-23.12.06-1024x684.png 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-06-alle-23.12.06.png 1172w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-3010" class="wp-caption-text">Foto della collezione realizzata da Creative Image Studio all&#8217;interno del MAURITSHUIS MUSEUM, con Niccolò Cesari ed Eva Berni.</p></div>
<p>&#8212;&#8212;&#8212; &#8212;&#8212;&#8211; &#8212;&#8212;&#8211; &#8212;&#8212;&#8211; &#8212;&#8212;&#8211;</p>
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<p><a href="http://www.silviofiorello.com">Silvio Fiorello</a> proudly presents an exclusive collection for the <a href="https://www.mauritshuis.nl">Mauritshuis Museum</a>, bringing some of the world&#8217;s most celebrated masterpieces into the realm of artisanal handmade accessories. The collection transforms timeless works of art into refined ties, pocket squares, foulards and twillies, each piece handcrafted in Sicily using the house&#8217;s renowned sartorial expertise.</p>
<p>At the heart of the collection are iconic artworks from the Mauritshuis Museum, including <em>Girl with a Pearl Earring</em> and <em>View of Delft</em> by Johannes Vermeer, <em>The Goldfinch</em> by Carel Fabritius, <em>Vase of Flowers</em> by Jan Davidsz de Heem and <em>The Garden of Eden with the Fall of Man</em> by Peter Paul Rubens and Jan Brueghel the Elder.</p>
<p>Each masterpiece is reimagined through the unmistakable aesthetic language of Sicily, where traditional ceramics, baroque flourishes, ornamental motifs and vibrant Mediterranean tones are woven into the designs, creating a dialogue between 17<sup>th</sup> Century Dutch art and Sicilian artistic heritage. The result is a striking fusion of two worlds: masterpieces meeting the warmth, soul and craftsmanship of Sicily.</p>
<p>Every accessory is handmade in our atelier in Gagliano Castelferrato using the finest silk from Como, honoring the artisanal traditions that have defined Silvio Fiorello since 1986. Through this collaboration, art transcends the walls of the museum and becomes something to be worn, collected and experienced in everyday life.</p>
<p>&#8220;This collection was born from the desire to give timeless art a new life,&#8221; says Silvio Fiorello. &#8220;We wanted to preserve the emotion, mystery, and grandeur of these masterpieces while infusing them with the soul of Sicily. A celebration of masterpieces that transcend time, interpreted through the hands of artisans.&#8221;</p>
<p>The Collection will be available at the Mauritshuis Museum, Silvio Fiorello online boutique and at selected retailers worldwide.</p>
<p>www.silviofiorello.com</p>
<div id="attachment_3011" style="width: 634px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3011" class="wp-image-3011 size-medium" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-06-alle-23.18.23-624x782.png" alt="" width="624" height="782" /><p id="caption-attachment-3011" class="wp-caption-text">Photo of the collection by Creative Image Studio inside the MAURITSHUIS MUSEUM, with Niccolò Cesari and Eva Berni.</p></div>
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		<title>VIVERE  &#8216;PREPPY&#8217;</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2026/05/05/vivere-preppy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 21:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Style]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="526" height="546" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2026-05-05-alle-23.23.18-526x546.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></div>
<p>PREPPY ABBREVIAZIONE INGLESE DI ‘PREPARATORY SCHOOL’, TERMINE CHE GENERALMENTE DESCRIVE LE SCUOLE SUPERIORI PRIVATE CHE PREPARANO I RAGAZZI D’ELITE ALLA VITA UNIVERSITARIA. Quando si parla di preppy, nella moda, il nome che inevitabilmente emerge è RALPH LAUREN. Non perché ne sia stato l’inventore, ma perché è stato l’uomo che più di ogni altro lo ha &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="526" height="546" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2026-05-05-alle-23.23.18-526x546.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></div><p><strong>PREPPY</strong> ABBREVIAZIONE INGLESE DI ‘PREPARATORY SCHOOL’, TERMINE CHE GENERALMENTE DESCRIVE LE SCUOLE SUPERIORI PRIVATE CHE PREPARANO I RAGAZZI D’ELITE ALLA VITA UNIVERSITARIA.<br />
Quando si parla di preppy, nella moda, il nome che inevitabilmente emerge è <strong>RALPH LAUREN</strong>. Non perché ne sia stato l’inventore, ma perché è stato l’uomo che più di ogni altro lo ha elevato, trasformandolo da codice estetico circoscritto ai campus dell’élite americana in un linguaggio globale, diffuso, sognato, desiderato. Il preppy esisteva già, radicato nella tradizione della Ivy League, nelle abitudini dei figli della borghesia colta della East Coast, in un mondo fatto di sport da club, <strong>camicie Oxford impeccabili, blazer navy, chino khaki, mocassini penny</strong>, weekend negli Hamptons e proprietà in New England.</p>
<p>Ma fu <strong>Ralph Lauren</strong> a renderlo universale, a dargli una voce narrativa, una forma cinematografica, un’identità accessibile che andava oltre l’idea di appartenenza sociale. Non replicò semplicemente lo stile: lo interpretò, lo amplificò e gli diede un’anima.<br />
Ralph Lauren non proveniva da quel mondo. Cresciuto nel Bronx, figlio di immigrati ebrei, osservò il preppy dall’esterno, con uno sguardo che mescolava fascinazione, distanza e immaginazione. Forse proprio per questo fu capace di coglierne l’essenza più profonda: non il privilegio in sé, ma il sogno che esso evocava.<br />
PER LAUREN, LA MODA NON ERA UN ESERCIZIO DI IMITAZIONE, MA UN MEZZO PER COSTRUIRE STORIE. I SUOI ABITI NON RAPPRESENTAVANO CIÒ CHE LE PERSONE ERANO, MA CIÒ CHE ASPIRAVANO AD ESSERE.</p>
<div id="attachment_2971" style="width: 705px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2971" class="wp-image-2971 size-medium" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2026-05-05-alle-23.28.26-695x465.png" alt="" width="695" height="465" /><p id="caption-attachment-2971" class="wp-caption-text">Anni &#8217;80, Ralph Lauren con collaboratori e modelli, Getty Images</p></div>
<p>Quando iniziò a disegnare cravatte negli anni ‘60, più larghe e coraggiose rispetto a quelle che dominavano all’epoca, era già chiara la sua visione: creare non soltanto un prodotto, ma un mondo. Da lì nacque Polo Ralph Lauren e con esso una nuova idea di eleganza americana che avrebbe segnato profondamente la cultura contemporanea. Il preppy nella sua versione originale era un’estetica codificata, quasi un dialetto sociale. Ralph Lauren lo liberò da quella rigidità. Prese i suoi elementi fondamentali e li inserì in un universo narrativo molto più ampio, dove la costa estiva del <strong>New England</strong> poteva convivere con i ranch del West, dove il tweed inglese incontrava il denim americano, dove il rigore delle università <strong>Ivy League</strong> si intrecciava con la vita all’aria aperta, la vela, lo sport, l’equitazione, la natura.</p>
<p>Il segreto del suo successo fu proprio questa capacità di armonizzare mondi lontani, rendendoli parte di un’unica identità coerente e senza tempo. Le sue collezioni non erano cataloghi ma capitoli di una storia che continuava ad evolversi. Molti dei capi diventati simboli dell’estetica preppy oggi portano la firma culturale di Ralph Lauren. La polo con il cavallino, introdotta negli anni ‘70, è forse l’esempio più evidente: più di un capo d’abbigliamento, è un emblema visivo di appartenenza a un’idea di vita sportiva e raffinata, rilassata ma curata. Il blazer navy, le camicie Oxford, i maglioni cricket, le varsity jacket, gli stemmi araldici reinterpretati in chiave moderna, persino le riletture dello stile western e delle tradizioni scozzesi: tutto contribuisce a formare un vocabolario estetico vastissimo, nel quale il preppy smette di essere una formula rigida e diventa piuttosto un sentimento, un modo di stare al mondo.</p>
<p>La forza di Ralph Lauren non sta soltanto nei capi, ma nella narrazione. Le sue campagne pubblicitarie hanno definito per decenni l’immaginario dell’eleganza americana. Ogni scatto è studiato per evocare un’idea di armonia, ordine, benessere, autenticità. La moda diventa atmosfera, un ponte tra ciò che si indossa e ciò che si sogna. Ralph Lauren quindi possiamo affermare che non venda abiti ma un’idea di vita.<br />
NON SI LIMITA A DEMOCRATIZZARE UNO STILE; DEMOCRATIZZA UN IMMAGINARIO. SE IL PREPPY ORIGINARIO ERA UN LINGUAGGIO RISERVATO A CHI APPARTENEVA A CERTI AMBIENTI, LAUREN LO APRE AL MONDO SENZA SNATURARLO.</p>
<p>Chi indossa Polo non finge di essere parte dell’aristocrazia americana: entra in un universo simbolico che parla di gusto, disciplina, sportività, calma e bellezza senza tempo. È un atto culturale profondamente americano nel senso più alto del termine: trasformare un’identità esclusiva in un sogno condiviso. Tra gli anni ‘80 e ‘90 questo sogno conquista il pianeta.</p>
<p>IN GIAPPONE DIVENTA OGGETTO DI VENERAZIONE, IN EUROPA RAPPRESENTA UN’ALTERNATIVA COLTA E NARRATIVA ALLA MODA ITALIANA E FRANCESE, NEGLI STATI UNITI DIVENTA UN PUNTO DI RIFERIMENTO TRASVERSALE CHE UNISCE CLASSI SOCIALI DIVERSE ATTRAVERSO UN IDEALE ESTETICO COMUNE. IL PREPPY EVOLVE, SI AGGIORNA, SI CONTAMINA.<br />
Persino la cultura hip-hop, apparentemente distante anni luce dalla Ivy League, trova in Ralph Lauren un simbolo da reinterpretare.</p>
<p>Oggi Ralph Lauren continua a portare avanti quel linguaggio con una coerenza rara nella moda contemporanea. Il marchio si rinnova, affronta la sfida della sostenibilità, dialoga con la modernità, mantiene però intatta la propria essenza: un’eleganza rassicurante che rifiuta l’ostentazione, un gusto classico capace di attraversare decenni senza invecchiare, una visione che affonda le radici nel passato ma guarda sempre alla storia come a una fonte inesauribile di ispirazione. Il motivo per cui il preppy funziona ancora oggi, e forse più di prima, è semplice: non è una tendenza, è un rifugio nascosto in un mondo veloce, rumoroso e disordinato.</p>
<p>Ralph Lauren, attraverso il preppy, non ha costruito solo un marchio: ha costruito un mito moderno. Ha trasformato un linguaggio di nicchia in un simbolo universale di eleganza senza tempo, ha dato forma a un sogno dove la tradizione incontra la fantasia, dove l’America dei campus diventa l’America delle possibilità, dove la moda non è più un dettaglio, ma una narrazione. E forse la vera essenza dello stile preppy è aver dimostrato che non si tratta di imitare un mondo, ma di immaginarne uno migliore, e poi vestirlo e viceversa.</p>
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		<title>Florence Cocktail Week 2026</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2026/04/14/florence-cocktail-week-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 16:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food & Wine]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="551" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/04/600-x-600-px-mobile-e-Newsletter-550x551.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/04/600-x-600-px-mobile-e-Newsletter-550x551.png 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/04/600-x-600-px-mobile-e-Newsletter-150x150.png 150w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/04/600-x-600-px-mobile-e-Newsletter.png 600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/04/600-x-600-px-mobile-e-Newsletter-560x561.png 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>La Florence Cocktail Week torna a Firenze per celebrare dieci anni dalla sua prima edizione (2016–2026). La nona edizione di FCW punta alla celebrazione del Talento Italiano e come sempre a diffondere la cultura del Bere Consapevole e Responsabile, valorizzando la miscelazione di qualità nei migliori Cocktail Bar e Bar d’Hotel della città con la &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="551" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/04/600-x-600-px-mobile-e-Newsletter-550x551.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/04/600-x-600-px-mobile-e-Newsletter-550x551.png 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/04/600-x-600-px-mobile-e-Newsletter-150x150.png 150w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/04/600-x-600-px-mobile-e-Newsletter.png 600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/04/600-x-600-px-mobile-e-Newsletter-560x561.png 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p><strong>La </strong><strong>Florence Cocktail Week torna a Firenze per celebrare dieci anni dalla sua prima edizione (2016–2026)</strong>. La nona edizione di FCW punta alla <strong>celebrazione del Talento Italiano</strong> e come sempre a diffondere la cultura del <strong>Bere Consapevole e Responsabile</strong>, valorizzando la miscelazione di qualità <strong>nei migliori Cocktail Bar e Bar d’Hotel della città </strong>con la <strong>community dei bartender italiani</strong>, in Italia e all’estero.</p>
<p>L’edizione 2026 della kermesse ideata e diretta da <strong>Paola Mencarelli</strong> si terrà a <strong>Firenze dal 16 al 22 aprile 2026</strong>, con una settimana di <a href="https://www.florencecocktailweek.it/calendario-eventi/">eventi diffusi</a> che metteranno in primo piano la scena fiorentina della miscelazione e il dialogo tra tradizione, ospitalità e contemporaneità.</p>
<p>Una settimana dal forte valore simbolico: <strong>dieci anni dal progetto che ha dato origine a Italian Cocktail Weeks</strong>, <strong>un percorso iniziato nel 2016 e cresciuto nel tempo passando per le edizioni di Tuscany Cocktail Week, Venice Cocktail Week, Cortina Cocktail Weekend, Amalfi Coast Cocktail Week</strong>, fino a coinvolgere oggi un numero sempre crescente di insegne e professionisti, contribuendo in modo concreto alla valorizzazione della cultura del cocktail di qualità in Italia.</p>
<p>Nel 2016, anno della prima Florence Cocktail Week, i cocktail bar coinvolti erano <strong>solo 13</strong>. Oggi, a distanza di dieci anni, Florence Cocktail Week coinvolge oltre <strong>70 insegne, fra Selected Bar</strong> e <strong>Event Partner </strong>e <strong>un numero di bartender cresciuto in modo esponenziale</strong>, a testimonianza di come la manifestazione abbia contribuito in maniera concreta allo sviluppo, alla visibilità e alla professionalizzazione della community italiana della mixology. Un percorso costruito nel tempo, fatto di relazioni, continuità e valorizzazione del talento, che la Florence Cocktail Week 2026 celebra riportando idealmente al centro le persone che hanno segnato l’inizio di questa storia.</p>
<p><em>«Quello che nel 2016 era iniziato come una scommessa con soli 13 cocktail bar, oggi è diventato una realtà consolidata e prestigiosa. Florence Cocktail Week 2026 celebra il suo decimo anniversario vantando numeri straordinari: 55 Selected Bar e numerosi Event Partner. Una crescita che rappresenta il contributo tangibile che la kermesse stessa ha dato alla crescita e alla visibilità al mondo della mixology italiana.» </em>Racconta Paola Mencarelli<em> «Il segreto di questo percorso risiede nel valore dei rapporti umani e nella continuità. <strong>Per l’edizione 2026, il focus torna alle origini e all’Italia</strong>, celebrando le persone che per prime hanno creduto in questa visione. Abbiamo costruito un ecosistema dove il talento viene valorizzato e la comunità dei bartender può finalmente sentirsi protagonista.»</em></p>
<p><strong>SETTE GIORNI DI EVENTI E UNA DRINK LIST ESCLUSIVA</strong></p>
<p>Florence Cocktail Week 2026 sarà una settimana ricca di contenuti per appassionati, professionisti e neofiti: <strong>Cocktail List dedicate</strong>, <strong>Guest Shift</strong>, <strong>Masterclass</strong>, <strong>Brunch</strong>, <strong>Aperitivi</strong>, <strong>Pop-Up Bar</strong>, iniziative culturali ed experience diffuse tra cocktail bar, bar d’hotel e location partner.</p>
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<p><strong>Ognuno dei 55 Selected Cocktail Bar </strong>proporrà una <strong>Drink List FCW26</strong> composta da <strong>3 cocktail esclusivi</strong>:</p>
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<ul>
<li><strong>1 Signature Cocktail FCW26</strong>, di libera creazione</li>
<li><strong>1 Wellness Cocktail FCW26</strong>, Low ABV o Alcohol Free</li>
<li><strong>1 Classic</strong> <strong>Cocktail FCW26</strong></li>
</ul>
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<p>Un racconto liquido che interpreta l’evoluzione del bere contemporaneo, con particolare attenzione a qualità, sostenibilità e consumo responsabile.</p>
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<p>L’inserimento del <strong>Classic Cocktail</strong> nella Cocktail List FCW26 è un atto culturale.  In un’era dominata da tecniche molecolari e drink iper-complessi, il ritorno alle origini serve a ricordare che l&#8217;innovazione senza radici nel mondo della miscelazione crea trend ma non ne rispetta la storia. Onorare il passato non significa essere antiquati, ma essere custodi di un&#8217;eleganza senza tempo che ha resistito a mode e proibizionismi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA CELEBRAZIONE DEL TALENTO ITALIANO. DIECI ANNI DI BARTENDER ITALIANI, IN ITALIA E NEL MONDO</strong></p>
<p>Il filo conduttore di <strong>Florence Cocktail Week 2026</strong> sarà la valorizzazione della <strong>comunità dei bartender locali e italiani</strong>, in Italia e all’estero. Per l’edizione del decennale, <strong>tutte le guest coinvolte negli eventi saranno esclusivamente bartender italiani o bartender italiani che lavorano fuori dai confini nazionali</strong>. Un modo nuovo di raccontare percorsi professionali, competenze e visioni che, pur sviluppandosi in contesti diversi, condividono una stessa matrice culturale. Una scelta simbolica e potente voluta per celebrare <strong>il decimo anniversario</strong> di FCW con i<strong> professionisti italiani che hanno portato il proprio know-how anche oltre i confini.</strong></p>
<p><em>«Quest’anno ho voluto mettere al centro di Florence Cocktail Week le persone e i loro percorsi professionali, raccontando visioni nate in contesti diversi, ma unite da una matrice culturale comune: <strong>l’identità della mixology italiana capace di dialogare con il mondo</strong>»</em> spiega la stessa <strong>Paola Mencarelli </strong><em>«Con Florence Cocktail Week 2026 vogliamo mettere al centro la comunità dei bartender italiani, in una città unica come Firenze, che da sempre rappresenta un ponte tra culture».</em></p>
<p>Un approccio quindi che guarda alle persone e al loro percorso, dove la mixology italiana è rappresentata da professionisti capaci di dialogare con il panorama internazionale senza perdere la propria identità, contribuendo alla crescita e alla riconoscibilità della scena italiana del bere miscelato.</p>
<p><strong>EVENTI IN PROGRAMMA</strong></p>
<p><strong>Il </strong><a href="https://www.florencecocktailweek.it/calendario-eventi/"><strong>Calendario Eventi FCW26</strong></a><strong> sarà consultabile online sul </strong><a href="https://www.florencecocktailweek.it/"><strong>sito ufficiale</strong></a><strong> della manifestazione. </strong></p>
<p>Ad animare la settimana fiorentina del buon bere sarà un <strong>ricco calendario di eventi</strong> tra masterclass, guest shift e appuntamenti volti all’approfondimento della cultura del bar.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torna il<strong> Tour dei Caffé Storici</strong>, un modo per scoprire la storia dei bar di Firenze, in collaborazione con <strong>Ricomincio da Firenze</strong> che termina al <strong>Caffè Gilli 1733</strong> con un assaggio di Cocktail Negroni.</p>
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<p>Ma anche tanti nuovi appuntamenti da non perdere:</p>
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<p><strong>Martini®</strong> prenderà parte alla prossima edizione della Florence Cocktail Week con il suo programma <strong>MARTINI Social Club</strong>, in una speciale guest shift presso il Locale Firenze giovedì 16 aprile alle ore 19.30.</p>
<p>Per l’occasione, sei tra i bartender più influenti d’Italia, Flavio Angiolillo, Patrick Pistolesi, Benjamin Cavagna, Riccardo Rossi, Alexander Frezza e Abi El Attaoui, presenteranno una selezione di cocktail classici e twist contemporanei pensati per esaltare la versatilità dei prodotti MARTINI®, con un focus particolare sullo Spritz e sulla cultura dell’aperitivo italiano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Durante la settimana da Gucci Giardino</strong> Martina Bonci e il suo team daranno vita a una serie di brunch con guest rigorosamente italiane. A dare il via alle danze il brunch firmato <strong>Polot 1882</strong>, in programma giovedì 16 dalle 12.30 alle 15.00 con Moebius Milano che curerà la cocktail list dedicata all’evento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Baldoria Vermouth </strong>il 16 Aprile presso <em>Djària &#8211; American Bar</em> presenta<strong> Baldoria Dinner &#8211; Tra Cucina Americana e Cocktail Culture</strong>. Una cena pairing dedicata alla tradizione americana, con un menu ispirato alla cucina degli Stati Uniti in abbinamento a una selezione di classici e twist della miscelazione americana, interpretati con Baldoria Vermouth. Un dialogo tra cucina e cocktail che celebra il carattere, le botaniche e l’eleganza del vermouth.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>IL RITORNO DEL CONTEST STORICO</strong></p>
<p>Tra gli appuntamenti più attesi di FCW26 spicca il ritorno del <strong>Contest</strong>, che rievoca lo spirito della prima edizione del 2016. L’evento si terrà <strong>giovedì 16 aprile alle ore 14:30 presso Locale Firenze</strong>.<br />
Un’iniziativa che con gli anni era stata abbandonata ma che tornerà nel 2026 come momento simbolico di celebrazione dei <strong>dieci anni di lavoro</strong>, della crescita del progetto e della comunità che lo ha reso possibile. Un’occasione di incontro tra passato e presente della manifestazione, con la partecipazione dei bartender che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo delle Italian Cocktail Weeks, tra tutti Edoardo Sandri, assistant bar manager di Atrium Bar, Four Seasons Hotel Firenze, l’unico rimasto a lavorare dopo 10 anni nella stessa struttura. Grande attesa per il ritorno dei giurati del contest originale del 2016: Patrick Pistolesi, Stefano Nincevich e Luca Pirola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RISALTO ALLA FIGURA DEL BARTENDER CON L’INIZIATIVA BARKEEPER</strong></p>
<p>Anche a Firenze verrà dato ampio spazio ai <strong>resident bartender</strong> con l’iniziativa <strong>Barkeeper</strong>: veri protagonisti delle singole insegne, attraverso momenti dedicati che permetteranno al pubblico di scoprire le storie, le visioni le Cocktail List FCW26 direttamente dietro al bancone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nata per FCW25, l’iniziativa “Barkeeper FCW”</strong> vuole dare risalto ai resident Bartender di ogni Cocktail Bar. In eventi dedicati sarà possibile incontrare alcuni dei protagonisti della mixology cittadina dietro al proprio bancone, per scoprire i segreti delle creazioni FCW26 e vivere un’esperienza diretta con l’anima del bar. Florence Cocktail Week vuole infatti accendere i riflettori sulle insegne del luogo, dando a tutti la possibilità di conoscere le diverse strutture e l’expertise dei barman stessi, che attraverso le loro creazioni promuovono la cultura del bere responsabile e di qualità e l’interazione fra cliente e operatore.</p>
<p>Sarà quindi possibile dialogare con lo stesso bartender in house, disponibile per l’occasione a raccontare il proprio progetto e la propria filosofia lavorativa.</p>
<p>L’importanza ai <strong>resident Bartender fiorentini</strong> è confermata anche a livello di comunicazione con i consueti <strong>ritratti della fotografa ritrattista Veronica Gaido, </strong>che da 10 anni immortala i bartender FCW e ICW con scatti unici e dal forte impatto espressivo. Veronica Gaido é una delle artiste contemporanee più apprezzata a livello nazionale e non solo nel mondo della fotografia, amica di FCW fin dal suo esordio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>POP-UP BAR E YOUNG GUEST BARTENDER</strong></p>
<p>Grande spazio anche ai <strong>Pop-Up Bar</strong> di tutte le Italian Cocktail Week &#8211; e quindi di Tuscany Cocktail Week, Venice Cocktail Week, Cortina Cocktail Weekend e Amalfi Coast Cocktail Week &#8211; e agli ospiti italiani e agli italiani che lavorano all’estero, in un dialogo continuo tra territori, esperienze e stili della mixology Made in Italy. Tra tutti, Fausto Bigongiali di Jeffer cocktails &amp; friends di Pisa sarà protagonista di un pop-up di un’intera settimana presso Da’ Vinattieri, dando vita a una sorta di hub informale dove incontrarsi ogni pomeriggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Visto il successo delle passate edizioni torna anche <strong>Young Guest Bartender</strong>, l’iniziativa nata nel 2023 per <strong>dar voce e valore alle nuove generazioni di Bartender </strong>coordinata da Antonia Lo Casto, barman &amp; school teacher. Per l’occasione<strong> 30 Guest</strong> <strong>Bartender under 25</strong> saranno protagonisti ogni giorno dietro al bancone di sette cocktail bar FCW26.</p>
<p><strong> </strong><strong>WELLNESS E DRINK ANALCOLICI</strong></p>
<p>L’attenzione del 2026 continua a essere il <strong>BENESSERE</strong> nella mixology contemporanea.</p>
<p>Oltre alla conferma del <strong>Wellness Cocktail</strong>, che nell’edizione 2025 ha destato grande attenzione, in tutta la <strong>Cocktail List FCW26 </strong>é riportata <strong>l’indicazione sulla gradazione alcolica</strong>, un modo per stabilire da subito la tipologia di drink e un aiuto importante per il consumatore che in questo modo può effettuare con maggiore consapevolezza la propria scelta.</p>
<p>Per dare risalto a questo movimento, FCW26 ha coinvolto come <strong>Cocktail Event Partner</strong> il progetto <strong>Mindfull Drink Week</strong>, evento dedicato alla diffusione di una nuova cultura del bere, fondata su qualità, consapevolezza e convivialità, dove il valore del drink non è legato al grado alcolico, ma all’esperienza che crea, come una vera e propria piattaforma che connette persone, idee e luoghi, promuovendo un approccio più attento, inclusivo e attuale al mondo beverage.</p>
<p><em>«Siamo molto felici di questa collaborazione con Florence Cocktail Week 2026 e desidero ringraziare Paola Mencarelli per averci dato l’opportunità di portare i valori di Mindful Drink Week anche a Firenze. Attraverso una selezione di Wellness e Signature Cocktail, che saranno proposti nei locali partecipanti durante la settimana, vogliamo raccontare un modo di bere che mette al centro qualità, consapevolezza e ospitalità». </em>racconta Mattia Pastori &#8211; CEO Nonsolococktails.<em> «Questa sinergia nasce con l’obiettivo di contribuire a una visione condivisa: un invito a tutto il mondo del bartending a riconoscersi in questi valori e a costruire insieme una cultura del bere più contemporanea, inclusiva e responsabile».</em></p>
<p>Sabato 18 aprile presso Caffè Concerto Paszkowski sarà presentato il primo libro dedicato alle migliori esperienze analcoliche (100 in tutto, dai pairing stellati ai migliori cocktail bar) da fare in Italia, edito dalla casa editrice Saudita Color of Riyad, e curato da Federico S. Bellanca.</p>
<p>Il volume in lingua araba e italiana mira ad essere un punto di riferimento per i viaggiatori dell&#8217;area MENA che vogliono vivere la Dolce Vita a 0.0%.</p>
<p><strong>“DINING WITH THE SPIRITS”, “PIZZA WITH THE SPIRITS”, “PASTRY WITH THE SPIRITS” E “GELATO WITH THE SPIRITS”</strong></p>
<p>Confermate anche per Florence Cocktail Week 2026 le iniziative che uniscono mixology e gastronomia:<br />
<strong>Dining with the Spirits</strong>, <strong>Pizza with the Spirits</strong>, <strong>Pastry with the Spirits</strong> e <strong>Gelato with the Spirits</strong>, coinvolgono chef, pizzaioli, pasticceri e gelatieri fiorentini che utilizzeranno gli spirits come ingredienti delle loro creazioni, presentate singolarmente, inserite nei menu o protagoniste di serate dedicate.</p>
<p>Questo progetto parallelo a FCW evidenzia come la città e le insegne fiorentine abbiano sempre creduto in FCW, reagendo con grande propositività e coinvolgimento anche in iniziative diverse.</p>
<p>La continua e importante partnership con Molini Fagioli per le pizzerie evidenzia la trasversalità della manifestazione e l&#8217;importanza di avere un partner che ha contribuito a rendere possibile questa sinergia unica.</p>
<p><em>«Il mondo del food e del beverage è sempre stato molto legato, ma oggi la ricerca sugli ingredienti e sugli abbinamenti appartiene in maniera forte ad entrambi i settori. Anche nel mondo della pizza si vede sempre di più questa attenzione: dall’impasto fino a quello che lo accompagna nel bicchiere. Per questo per noi è importante continuare a dialogare e sperimentare e la Florence Cocktail week rappresenta proprio questo: un luogo di incontro e scambio in cui creare sinergie e spunti creativi anche per il futuro.»</em> Racconta Daniele Belletti, Direttore Commerciale Molini Fagioli.</p>
<p><strong>LISTA COCKTAIL BAR FCW26:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>SELECTED BAR &#8211; COCKTAIL BAR </strong><strong> </strong></p>
<ol>
<li>Bitter Bar / FCW 2017</li>
<li>BULLI&amp;BALENE / NEW ENTRY</li>
<li>Caffè Concerto Paszkowski / FCW 2020</li>
<li>Caffè Gilli 1733 / FCW 2017</li>
<li>Cibrèo Ristorante &amp; Cocktail Bar / FCW 2021</li>
<li>Claris / NEWENTRY</li>
<li>Cosimo / NEW ENTRY</li>
<li>Ditta Artigianale / FCW 2017</li>
<li>Djària American Bar / FCW 2021</li>
<li>Enoteca Violetta / NEW ENTRY</li>
<li>Eye Cocktail Bar / FCW 2023</li>
<li>Fede Cocktailab / FCW 2025</li>
<li>Giacosa 1815 / FCW 2025</li>
<li>Gucci Giardino / FCW 2023</li>
<li>Harry’s Bar Firenze 1953 / NEW ENTRY 10 ANNI (2016 Harry’s Bar)</li>
<li>La Ménagère / FCW 2016 10 ANNI</li>
<li>L’Angolino / FCW 2025</li>
<li>La Petite / FCW 2021</li>
<li>Locale Firenze / FCW 2016 10 ANNI</li>
<li>MAD Souls &amp; Spirits / FCW 2017</li>
<li>Manifattura / FCW 2018</li>
<li>Move On / FCW 2021</li>
<li>Next Door Guné / FCW 2025</li>
<li>NON-SAI cocktail e tapas / NEW ENTRY</li>
<li>PanicAle Cocktail Art Pub / FCW 2020</li>
<li>RAARO / FCW 2025</li>
<li>Rasputin / FCW 2017</li>
<li>REX / FCW 2019</li>
<li>Rifrullo Firenze / FCW 2025</li>
<li>Rivoire / FCW 2016 10 ANNI</li>
<li>Santa Cocktail Club Firenze / FCW 2021</li>
<li>Saporium Lounge / FCW 2025</li>
<li>Serre Torrigiani / FCW 2023</li>
<li>Sevi Firenze / FCW 2025</li>
<li>Strizzi / FCW 2020</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SELECTED BAR &#8211; BAR D’HOTEL </strong></p>
<ol start="36">
<li>701 Rooftop Bar &#8211; Gallery Hotel Art / FCW 2025</li>
<li>1564 Lounge Bar &#8211; The James Suite Hotel Firenze / NEW ENTRY</li>
<li>Aria Rooftop by Iside De Cesare &#8211; Tivoli Palazzo Gaddi / NEW ENTRY</li>
<li>Atrium Bar &#8211; Four Seasons Hotel Firenze / FCW 2016 10 ANNI</li>
<li>Bar Artemisia &#8211; Hotel Savoy / FCW 2019</li>
<li>Bar Berni &#8211; Four Seasons Hotel Firenze / FCW 2025</li>
<li>Bar Bertelli &#8211; Collegio alla Querce, Auberge Collection / FCW 2025</li>
<li>Binomio &#8211; Hotel Indigo Florence / FCW 2025</li>
<li>Caffè dell’Oro &#8211; Portrait Firenze / NEW ENTRY</li>
<li>Companion Dolceamaro Bar &#8211; 25hours Hotel Piazza San Paolino / FCW 2023</li>
<li>DISOPRA &#8211; Hotel degli Orafi / FCW 2025</li>
<li>Empireo American Bar &amp; Rooftop &#8211; Plaza Hotel Lucchesi / FCW 2018</li>
<li>Il Magnifico Cafè &#8211; Il Tornabuoni Hotel / FCW 2025</li>
<li>La Terrazza &#8211; Grand Hotel Minerva / FCW 2021</li>
<li>Picteau Bistrot &amp; Bar &#8211; Hotel Lungarno / FCW 2018</li>
<li>Rooftop Bar &#8211; The Social Hub Florence Lavagnini / FCW 2019</li>
<li>Santa Cocktail Club Villa Cora &#8211; Villa Cora / FCW 2016 10 ANNI (2016 Le Pool Bar)</li>
<li>The Orientalist &#8211; House of Nine / FCW 2025</li>
<li>Winter Garden Bar at The St. Regis Florence &#8211; The St.Regis Florence / FCW 2016 10 ANNI</li>
<li>W Lounge, W Florence / NEW ENTRY</li>
</ol>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2026/04/14/florence-cocktail-week-2026/">Florence Cocktail Week 2026</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
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			</item>
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		<title>UN VIAGGIO NEL TEMPO</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2026/03/10/un-viaggio-nel-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:55:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Style]]></category>
		<category><![CDATA[Who Are thePLAYERS]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="399" height="600" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/barbour_the_crown_giubbotto-399x600.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/barbour_the_crown_giubbotto-399x600.jpg 399w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/barbour_the_crown_giubbotto-680x1024.jpg 680w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/barbour_the_crown_giubbotto-1063x1600.jpg 1063w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/barbour_the_crown_giubbotto-768x1156.jpg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/barbour_the_crown_giubbotto-560x843.jpg 560w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/barbour_the_crown_giubbotto.jpg 1329w" sizes="auto, (max-width: 399px) 100vw, 399px" /></div>
<p>Quest’anno, più che mai, il guardaroba dell’uomo moderno sembra urlare la propria voglia di capospalla iconici. Ma dietro a questo desiderio si nasconde una storia profonda, con le radici ancorate nel passato che si evolve con il passare del tempo, sempre adattandosi ai cambiamenti sociali e culturali. IL CAPOSPALLA MASCHILE, INFATTI, NON È MAI STATO &#8230;</p>
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IL CAPOSPALLA MASCHILE, INFATTI, NON È MAI STATO SOLO UN CAPO DI ABBIGLIAMENTO, MA UN SIMBOLO, UNA DICHIARAZIONE DI STILE, UNA FORMA DI ESPRESSIONE CHE UNISCE PRATICITÀ ED ELEGANZA IN UN’UNICA ESSENZA.<br />
Mentre la moda femminile si trasforma a ritmo serrato, quella maschile ha sempre seguito un cammino più lento e strutturato, attingendo dalle tradizioni militari, dal mondo del lavoro e dallo sport. Eppure, nella sua apparente staticità, ha saputo evolversi, adattandosi ai tempi senza mai perdere la sua anima.<br />
In questo contesto, il capospalla occupa un posto di assoluto rilievo. Non è solo una protezione contro il freddo o le intemperie climatiche, ma un modo per dichiarare chi siamo e come vogliamo essere percepiti.<br />
Un simbolo identitario che ha attraversato epoche e generazioni, rimanendo sempre attuale. Ma cosa hanno in comune icone come il Principe Carlo, David Beckham, Robert Redford e Steve McQueen? Oltre alla loro fama, hanno reso immortale questo indumento, trasformando capi nati per rispondere a esigenze pratiche in veri e propri simboli di stile senza tempo.</p>
<p><strong>PEACOAT: UN’ICONA DI ELEGANZA E TRADIZIONE</strong><br />
Il Peacoat, originario dei Paesi Bassi tra il 1600 e il 1700, nasce come giacca resistente e impermeabile per i marinai. Il termine pijjekker (giacca in lana) racconta la funzionalità di un capo pensato per affrontare il freddo e le intemperie del mare.<br />
Nel XIX secolo, il peacoat diventa un capospalla fondamentale nella Royal Navy, simbolo di prestigio e autorità. Con il suo taglio a doppio petto, la lana Melton e i bottoni dorati, è un capo che coniuga praticità ed eleganza in modo sublime. Il Peacoat Burberry affina questa tradizione con una sartorialità sofisticata, portando il capo a un livello di modernità senza tempo. Indossato da leggende come Robert Redford in The Sting, il peacoat non è mai stato solo un abito, ma una dichiarazione di classe, audacia e raffinatezza. Versatile ed eterno, è il capospalla perfetto per ogni occasione, dal look casual al più formale, capace di attraversare decenni senza perdere la sua forza iconica.</p>
<div id="attachment_2953" style="width: 769px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2953" class="wp-image-2953 size-medium" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.52.01-e1773150431374-759x1024.png" alt="" width="759" height="1024" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.52.01-e1773150431374-759x1024.png 759w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.52.01-e1773150431374-1187x1600.png 1187w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.52.01-e1773150431374-768x1036.png 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.52.01-e1773150431374-1139x1536.png 1139w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.52.01-e1773150431374-1519x2048.png 1519w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.52.01-e1773150431374-560x755.png 560w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.52.01-e1773150431374-230x310.png 230w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.52.01-e1773150431374-445x600.png 445w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.52.01-e1773150431374.png 1748w" sizes="auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px" /><p id="caption-attachment-2953" class="wp-caption-text">Alessandro Abbatecola con il suo Peacoat</p></div>
<p><strong>BARBOUR: IL SIMBOLO DI ELEGANZA RESISTENTE</strong><br />
Nato nel 1894 a South Shields, Barbour è molto più di un semplice marchio: è un’istituzione del lifestyle britannico, simbolo di eleganza discreta e praticità. Progettata inizialmente per proteggere marinai e lavoratori dalle intemperie del Mare del Nord, la giacca in cotone cerato di Barbour ha trovato la sua identità nel connubio tra funzionalità e stile. Il Principe Carlo l’ha resa iconica, indossandola per decenni come manifesto di sobria raffinatezza, mentre David Beckham ne ha reinterpretato l’estetica in chiave moderna, mescolando heritage e un tocco di coolness urbana. Barbour è un marchio che ha fatto della durata un valore culturale, con giacche che ogni anno vengono riparate e cerate di nuovo, dando vita a un mercato vintage sempre più ricercato. Un capo che, con il passare del tempo, non perde la sua forza ma la arricchisce, dimostrando che la vera eleganza non sta nell’apparenza, ma nell’autenticità che resiste al passare degli anni.</p>
<div id="attachment_2952" style="width: 819px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2952" class="wp-image-2952 size-medium" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.51.21-e1773150614944-809x1024.png" alt="" width="809" height="1024" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.51.21-e1773150614944-809x1024.png 809w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.51.21-e1773150614944-1264x1600.png 1264w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.51.21-e1773150614944-768x972.png 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.51.21-e1773150614944-1214x1536.png 1214w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.51.21-e1773150614944-1618x2048.png 1618w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.51.21-e1773150614944-560x709.png 560w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.51.21-e1773150614944-230x291.png 230w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.51.21-e1773150614944-474x600.png 474w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.51.21-e1773150614944.png 1854w" sizes="auto, (max-width: 809px) 100vw, 809px" /><p id="caption-attachment-2952" class="wp-caption-text">Franco Mazzetti, con il suo Barbour</p></div>
<p><strong>TRENCHCOAT: UNA STORIA DI ELEGANZA INFINITA</strong><br />
Nel 1856, il giovane Thomas Burberry aveva solo 21 anni, ma la sua intuizione di creare un tessuto impermeabile e traspirante avrebbe cambiato per sempre il capospalla maschile. Successivamente la gabardine diventa la base del trench coat, progettato per gli ufficiali durante la Prima Guerra Mondiale. Da equipaggiamento funzionale, il trench Burberry diventa rapidamente un emblema di eleganza sofisticata. Celebre in tutto il mondo, è stato reso immortale da Humphrey Bogart in Casablanca, dove lo indossa come simbolo di distacco, virilità e malinconia. Negli anni ‘60, Alain Delon lo trasforma in simbolo di classe e fascino, e oggi il trench continua a essere un archetipo di stile, non solo un capo da indossare, ma un’affermazione di eleganza. La celebre foderatura a check beige è diventata anch’essa parte integrante di questa iconica storia. Burberry non ha mai smesso di reinventarsi, facendo del trench un simbolo che non segue la moda, ma la definisce.</p>
<div id="attachment_2951" style="width: 692px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2951" class="wp-image-2951 size-medium" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9296-scaled-682x1024.jpeg" alt="" width="682" height="1024" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9296-scaled-682x1024.jpeg 682w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9296-scaled-1066x1600.jpeg 1066w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9296-scaled.jpeg 1706w" sizes="auto, (max-width: 682px) 100vw, 682px" /><p id="caption-attachment-2951" class="wp-caption-text">Niccolò Cesari, con il suo Trenchcoat</p></div>
<p><strong>PARKA: UN S IMBOLO DI RIBELLIONE E ELEGANZA</strong><br />
Nato nel 1951 come capospalla per i soldati americani durante la Guerra di Corea, il Parka M51 si distingue per la sua struttura modulare, pensata per resistere alle condizioni climatiche più difficili. Tuttavia, è negli anni ‘60 che il parka si trasforma in un simbolo dell’evoluzione socioculturale londinese. Indossato sopra completi sartoriali da figure come Paul Weller, diventa così un manifesto di ribellione e stile consapevole. Un capo che fonde eleganza e funzionalità in un equilibrio perfetto. Molti brand hanno saputo reinterpretare il parka, unendo alla tradizione militare la raffinatezza del lusso contemporaneo. Non più solo un capo per proteggersi dal freddo, il parka diventa un simbolo di uno stile che abbraccia il futuro senza dimenticare il passato, il vintage che vive nella modernità.<br />
Un capo di resistenza, di storia e di stile, che continua a rimanere un punto fermo nel guardaroba maschile.</p>
<div id="attachment_2955" style="width: 836px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2955" class="wp-image-2955 size-medium" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.54.22-826x1024.png" alt="" width="826" height="1024" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.54.22-826x1024.png 826w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.54.22-1291x1600.png 1291w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.54.22.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 826px) 100vw, 826px" /><p id="caption-attachment-2955" class="wp-caption-text">Alvaro Requerey, con il suo Parka</p></div>
<p><strong>MONTGOMERY: L&#8217;ELEGANZA RAFFINATA SENZA TEMPO</strong><br />
Il Montgomery, nato durante la Seconda Guerra Mondiale, è il capospalla che ha unito funzionalità e raffinatezza. Con la sua chiusura a doppio petto, il colletto alto e le fibbie in cuoio, il Montgomery è un capo che è stato in grado di attraversare il tempo, adattandosi alle tendenze senza mai perdere il suo fascino.<br />
La sua fama cresce grazie a personaggi come Steve McQueen, che lo indossa in alcuni dei suoi ruoli più iconici, e al Principe William, che ne ha rilanciato la popolarità negli ultimi anni.<br />
Il Montgomery è il capospalla ideale per chi cerca un capo che non teme il passare del tempo.<br />
Che sia vintage o moderno, il Montgomery mantiene una bellezza unica, combinando l’eleganza senza tempo con una praticità che non passa mai di moda. Nei negozi vintage, questo cappotto prende nuova vita, dimostrando che la vera classe non è solo nella novità, ma nell’intemporalità che continua a farsi sentire attraverso generazioni.<br />
Nel corso dei decenni, questi capispalla non sono stati semplici indumenti, ma vere e proprie icone. Ognuno di questi capi racconta una storia: quella di una cultura che sa come fondere tradizione e innovazione, passato e futuro, praticità e lusso. Indossati da leggende dello sport, del cinema, della musica e della nobiltà, questi capi continuano a rappresentare la quintessenza dello stile maschile.<br />
OGGI COME IERI, LA VERA ELEGANZA NON RISIEDE NELL’ECCESSO, MA NELLA SCELTA  DI CAPI CHE SONO SOPRAVVISSUTI ALLE MODE, CHE RACCONTANO STORIE E CHE, GRAZIE ALLA LORO BELLEZZA SENZA TEMPO, DEFINISCONO CHI LI INDOSSA.<br />
Il capospalla dunque non è solo un capo di abbigliamento: è una dichiarazione di intenti, un segno distintivo,<br />
una scelta che parla di chi siamo e di come vogliamo essere visti nel mondo.</p>
<div id="attachment_2954" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2954" class="wp-image-2954 size-medium" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.53.28-1024x1022.png" alt="" width="1024" height="1022" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.53.28-1024x1022.png 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.53.28-150x150.png 150w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.53.28-1600x1598.png 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-01-05-alle-16.53.28.png 1924w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-2954" class="wp-caption-text">Luigi Bassolino, con il suo Montgomery</p></div>
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		<item>
		<title>IL FRANCIACORTA È SEMPRE UNA BUONA IDEA</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2026/02/19/il-franciacorta-e-sempre-una-buona-idea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 21:06:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food & Wine]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="365" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2025-12-17-alle-22.26.50-550x365.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2025-12-17-alle-22.26.50-550x365.png 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2025-12-17-alle-22.26.50-1024x680.png 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2025-12-17-alle-22.26.50.png 1191w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2025-12-17-alle-22.26.50-768x510.png 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2025-12-17-alle-22.26.50-560x372.png 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Questo articolo a cura di Francesca Puliti è apparso sul numero 24 del gennaio 2026 (ndr). Quando leggerete questo articolo l’atmosfera natalizia sarà già sfumata per lasciare spazio ai buoni propositi per il nuovo anno (e forse pure quelli avranno già perso un po’ di slancio). Ma come dice qualcuno ben informato, non c’è bisogno &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2026/02/19/il-franciacorta-e-sempre-una-buona-idea/">IL FRANCIACORTA È SEMPRE UNA BUONA IDEA</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="365" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2025-12-17-alle-22.26.50-550x365.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2025-12-17-alle-22.26.50-550x365.png 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2025-12-17-alle-22.26.50-1024x680.png 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2025-12-17-alle-22.26.50.png 1191w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2025-12-17-alle-22.26.50-768x510.png 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Schermata-2025-12-17-alle-22.26.50-560x372.png 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Questo articolo a cura di Francesca Puliti è apparso sul numero 24 del gennaio 2026 (ndr).</p>
<p>Quando leggerete questo articolo l’atmosfera natalizia sarà già sfumata per lasciare spazio ai buoni propositi per il nuovo anno (e forse pure quelli avranno già perso un po’ di slancio). Ma come dice qualcuno ben informato, non c’è bisogno di un buon motivo per stappare una buona bottiglia. E il Franciacorta è sempre una buona idea.</p>
<p>Noi al DRY JANUARY non ci abbiamo mai creduto. Crediamo invece nel potere salvifico di una bella spina acida, una bolla sottile e uno spiccato profumo di agrumi, frutta secca, crosta di pane e – quando va particolarmente bene – spezie e tabacco. Quindi, siccome presupponiamo che di bollicine ne abbiate consumate a bizzeffe ultimamente, è tempo di riallestire la cantina.<br />
CIÒ CHE SI DICE DEL FRANCIACORTA – CHE VA SU TUTTO COME IL NERO – È A BEN VEDERE FONDATO, IN QUANTO NON ESISTE UN’ UNICA VERSIONE DI FRANCIACORTA, MA UN VERO E PROPRIO MOSAICO DI ESPRESSIONI.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2983 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Mappa-Franciacorta-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Mappa-Franciacorta-1024x724.jpg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Mappa-Franciacorta-1600x1131.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><br />
L’identità è profonda e riconoscibile, ma assume aspetti diversi a seconda della percentuale di Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Bianco che compongono il blend. Il terroir, poi, si differenzia per l’esposizione al sole, ai venti, all’influsso del Lago d’Iseo e prima ancora per la composizione del terreno. Se volete impressionare gli amici alla prossima cena, imparatevi i confini della ‘morena’, ovvero di quei terreni caratterizzati dal deposito di materiali trasportati dallo scioglimento di un antico ghiacciaio, avvenuto migliaia di anni fa. Se vi basta meno, ecco qualche consiglio per andare oltre le aspettative.</p>
<p>RONCO CALINO, BRUT SATÈN, arriva dal comune con la più alta percentuale di Pinot Nero dell’intera denominazione, Adro, ma è 100% Chardonnay. Riposa 36 mesi sui lieviti e ti si avvicina con passo felpato, perfetto come aperitivo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2984 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Ronco-Calino-273x707.png" alt="" width="273" height="707" /></p>
<p>COMARÌ DEL SALEM, EXTRA BRUT DELLA CANTINA UBERTI, viene da un singolo vigneto con 50 anni di servizio, passa 66 mesi sui lieviti e matura una complessità che ben si sposa a piatti più strutturati, pesce e crostacei.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2985 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/Uberti-550x752.png" alt="" width="550" height="752" /></p>
<p>Nasce fuori dalla morenica, da un vigneto con i piedi nel calcare e nelle argille rosse, ORFANO TERRE ROSSE, BRUT NATURE 100% CHARDONNAY DI CORTE FUSIA: 70 mesi sui lieviti per la Riserva, solo 1500 bottiglie prodotte e il vivo consiglio di accaparrarvene una, se riuscite a metterci le mani sopra.</p>
<p>Menzione d’onore al 100% PINOT NERO ROSÉ DI 1701, BRUT NATURE che estrae il meglio dai depositi morenici profondi, talmente versatile che c’è chi lo consiglia anche con la pizza.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2986 aligncenter" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/1701-337x700.png" alt="" width="337" height="700" /></p>
<p>A ognuno il suo Franciacorta, basta che vi ricordiate di non chiamarlo spumante: È L’UNICO METODO CLASSICO CHE SI È GUADAGNATO IL DIRITTO DI ESSERE IDENTIFICATO CON IL NOME PROPRIO DELLA DOCG.<br />
Se qualche amico prende troppa confidenza e gli dà del ‘prosecchino’, siete autorizzati ad espellerlo dal desco e dalla vostra rubrica telefonica.</p>
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		<title>DALLA CALABRIA CON FERVORE</title>
		<link>https://theplayersmagazine.com/2026/02/17/dalla-calabria-con-fervore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione thePlayers]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 21:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food & Wine]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="413" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/FEUDO-DEI-SANSEVERINO-550x413.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/FEUDO-DEI-SANSEVERINO-550x413.jpg 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/FEUDO-DEI-SANSEVERINO-1024x768.jpg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/FEUDO-DEI-SANSEVERINO.jpg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/FEUDO-DEI-SANSEVERINO-768x576.jpg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/FEUDO-DEI-SANSEVERINO-560x420.jpg 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Questo articolo a firma di Francesca Puliti è contenuto nell&#8217;uscita numero 23, giugno 2025. Quando mi è stato comunicato che avrei avuto solo 1500 caratteri per raccontare i vini di Calabria ho avuto un tuffo al cuore. Come faccio a farci entrare tutta la Calabria? Come faccio a descrivere di un pezzo di Alpi finito &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://theplayersmagazine.com/2026/02/17/dalla-calabria-con-fervore/">DALLA CALABRIA CON FERVORE</a> proviene da <a href="https://theplayersmagazine.com">the Players Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="413" src="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/FEUDO-DEI-SANSEVERINO-550x413.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/FEUDO-DEI-SANSEVERINO-550x413.jpg 550w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/FEUDO-DEI-SANSEVERINO-1024x768.jpg 1024w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/FEUDO-DEI-SANSEVERINO.jpg 1600w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/FEUDO-DEI-SANSEVERINO-768x576.jpg 768w, https://theplayersmagazine.com/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/FEUDO-DEI-SANSEVERINO-560x420.jpg 560w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Questo articolo a firma di Francesca Puliti è contenuto nell&#8217;uscita numero 23, giugno 2025.</p>
<p>Quando mi è stato comunicato che avrei avuto solo 1500 caratteri per raccontare i vini di Calabria ho avuto un tuffo al cuore. Come faccio a farci entrare tutta la Calabria?<br />
Come faccio a descrivere di un pezzo di Alpi finito chissà come e chissà perché in fondo allo Stivale, attraversato da parte a parte dai venti del mare, con la neve in cima alle vette e il blu delle onde in fondo alle valli?<br />
Come posso non raccontare dell’Enotria dove si narra che sia cominciato tutto, millenni fa, con i semi arrivati dalla Grecia, e dove nacque poi, in epoca romana, un vero e proprio distretto enoico, con tanto di ‘vinodotti’ che portavano il nettare degli dei dalle colline fino ai porti sul mare, per essere commercializzato in tutto il mondo conosciuto?<br />
Dura, durissima. Potrei chiuderla qui e consigliarvi semplicemente di andarci.</p>
<p>Le occasioni – per i wine lovers – non mancheranno nei prossimi mesi, considerato l’impegno che il territorio sta mettendo nell’attrarre manifestazioni di livello. Tra queste: il Merano Wine Festival Calabria (a giugno a Cirò, 2025, ndr), il fuori salone di Vinitaly (a Sibari dal 18 al 20 luglio) e il Concours Mondial de Bruxelles, che tornerà in Calabria per la seconda volta nel 2026. Ma non posso esimermi dal raccontarvi quanto i calici calabresi mi abbiano sorpresa durante l’edizione di Vinitaly (6-9 aprile, 2025, ndr). Questa regione, che ha scelto di identificarsi con le cinquanta sfumature di rosso del Magliocco, stupisce soprattutto con i bianchi, a partire da un autoctono tipico delle Terre di Cosenza: il Pecorello. Certo, non è un nome da cui ti aspetteresti eleganza e raffinatezza. Ma tocca ricredersi assaggiando quello di Colacino, che ti fa pensare di essere nel sud della Francia a sorseggiare un Petit Manseng. Piacevoli i rosati fruttati come quelli di Serragiumenta e Le Conche. Da scoprire la new wave dei giovani vignaioli che stanno rileggendo il famoso Magliocco in chiave contemporanea: Terre di Balbia lo ha messo a dieta, gli ha tolto di dosso l’eccessivo tasso alcolico, ha incanalato la potenza e ne ha estratto FERVORE.<br />
POTRESTE PENSARE A UN NOME MIGLIORE PER RACCHIUDER LA CALABRIA?<br />
IN EFFETTI, BASTAVANO 7 CARATTERI.</p>
<p><a href="https://terredibalbia.it/">www.terredibalbia.it</a><br />
<a href="https://www.colacino.it/">www.colacino.it</a><br />
<a href="https://serragiumenta.com/">www.serragiumenta.com</a><br />
<a href="https://www.leconche.it/">www.leconche.it</a></p>
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