Portuguese Dandy

L’incedere elegante, lo sguardo nascosto dietro gli occhiali o sotto la falda del cappello, abiti dal taglio classico e sartoriale da cui spuntano avambracci tatuati e polsi avvolti da bracciali in pelle e metallo mescolati a orologi raffinati. L’acconciatura impeccabile e la barba curata, come si conviene a dei veri gentlemen, gli accessori che da soli valgono l’intero outfit. Camminano l’uno di fianco all’altro, si muovono in gruppo, uno stormo di tredici uomini indubbiamente dandys e insieme marcatamente latini. Sono i Portogues Dandys, impossibile non notarli. Non è una questione di numeri tuttavia, quanto d’allure, quasi d’atmosfera. Quella dei salotti eleganti, in cui i dandys d’altri tempi mettevano in scena loro stessi conversando tra nuvole di fumo. Scelte precise nel modo di vestirsi, nel modo di mostrarsi in pubblico, negli argomenti di cui parlare; tutto improntato al buon gusto, alle buone maniere, a una gentilezza di gesti e di animo che pensavamo perduti. Dal 2015 Artus Santos, Paulo Batista, Rui Martins, Bruno Tiago, Ricardo Viegas, Marco da Cunha, Farid Sadrudin, Amilton Stella, Tiago Cortez, Telmo Galeano, Victor Varela, Claudio Sousa e Ricardo Lima Viegas condividono uno stesso stile di vestire e di mostrarsi, riflesso di uno stile di vivere dove l’estetica è la forma con cui rappresentare la sostanza. Un distillato di (buono e sano) narcisismo, ma senza vanto. thePLAYERS Magazine ha raggiunto Rui Martins e gli altri a Lisbona, nell’atelier di Paulo Battista.

Come nasce Portuguese Dandys?

L’idea di riunirci in un movimento dandy è venuta durante uno dei nostri frequenti incontri, in particolare durante un pranzo tra me (Rui Martins, ndr.) e Ricardo Viegas. Conversando, ci siamo detti “perché non unirci in un gruppo di signori eleganti che condividono lo stesso modo di essere, gli stessi interessi e gli stessi ideali e lo stesso modo di vestire?”. La cavalleria, l’educazione, il rispetto per il prossimo e il dare un grande valore a tutto quel che incarna lo stile classico: ecco come sono venuti fuori i 13 Portuguese Dandys.

Il vostro non è solo un modo di vestire, ma una filosofia di vita. Potreste raccontarla?

Il nostro non è solo un modo di vestire, soprattutto perché sosteniamo che non sia l’abito a fare l’uomo, quanto il contrario. È l’uomo con il suo modo di essere a dare vita all’abito, o meglio, a un certo tipo di stile. Siamo uomini classici, ma all’interno di questo canone intramontabile ciascuno di noi ha il proprio stile, le proprie palette colori e una propria gamma di accessori. Elementi che fanno la differenza e determinano la fiducia che ognuno di noi trasmette quando insieme andiamo per strada. Prestiamo attenzione a tutti i dettagli, che vanno dall’aspetto curato e pulito alla spilla appuntata sulla giacca. Per noi il classico in tutte le sue accezioni non è una tendenza destinata a passare.

Quali sono le regole dello stile secondo Portuguese Dandys?

Sicuramente è necessario essere un uomo dallo stile classico, con un grande rispetto per le altre persone. Ovviamente è importante sapere sempre cosa indossare, ma è inutile vestirsi bene senza avere la giusta attitudine.

‘Épater la bourgeoise’ ovvero “stupire la borghesia” è tra gli slogan del dandismo dell’Ottocento; è ancora così?

Sì, noi la pensiamo esattamente così! Ne siamo convinti, semplicemente perché siamo stati in grado di dimostrare che non è necessario essere ricchi per essere ben vestiti e farsi notare, risaltando sui tanti. Tra i Portuguese Dandy ci sono persone di estrazione sociale umile e persone con conti correnti ordinari. Ogni qual volta qualcuno inevitabilmente ci chiede “ma quanto mi costerebbe vestire come voi?”, noi lo convinciamo che non è necessario spendere cifre da capogiro per vestirsi con buon gusto, eleganza e mostrarsi più raffinati dei ‘borghesi’. Di nuovo, non è l’abito a fare l’uomo.

Il dandismo è una prerogativa esclusivamente maschile?

Diciamo che ‘dandy’ è una definizione maschile che personifica l’uomo di buon gusto, con un forte senso estetico, dallo stile elaborato che non ha nessuna relazione diretta con l’essere un nobile. Il dandy è un gentiluomo, un po’ frivolo, affascinante, intellettuale (non sempre e non necessariamente è un uomo di lettere, diciamo che gli piace darlo ad intendere). Il dandy è un esteta, ama parlare forbito e vuole godersi le cose belle della vita. Il che non vuol dire di per sé che una donna non possa avere le stesse inclinazioni o che sia fuori luogo con un abito a tre pezzi di taglio femminile, molte donne amano vestire così. Sono benvenute nel gruppo, ma il dandy resta fondamentalmente un qualcosa ‘da uomini’.

Cosa è l’eleganza? E la volgarità?

Partiamo dalla volgarità: per noi si è volgari ogni qualvolta si manca di rispetto agli altri. Oggigiorno la gente si manca di rispetto vicendevolmente e per noi non c’è niente di più volgare. L’eleganza è per noi sinonimo di buona educazione e buon comportamento, in ogni aspetto della vita.

Cinque pezzi che non possono mancare nel guardaroba del perfetto dandy …

Un completo tre pezzi, dunque giacca, gilet e pantaloni, un buon paio di scarpe e, in questo periodo dell’anno, un cappello Panama. Un orologio come gioiello dell’uomo. Hai detto solo cinque pezzi, giusto? Mmmhh, ci vuole più di un guardaroba per adattarsi a questi 5 pezzi perfetti.

Occhi puntati, dunque: i Portuguese Dandys vanno in scena

di Marta Coccoluto

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