IL FRANCIACORTA È SEMPRE UNA BUONA IDEA

NON CHIAMATELO SPUMANTE.

Questo articolo a cura di Francesca Puliti è apparso sul numero 24 del gennaio 2026 (ndr).

Quando leggerete questo articolo l’atmosfera natalizia sarà già sfumata per lasciare spazio ai buoni propositi per il nuovo anno (e forse pure quelli avranno già perso un po’ di slancio). Ma come dice qualcuno ben informato, non c’è bisogno di un buon motivo per stappare una buona bottiglia. E il Franciacorta è sempre una buona idea.

Noi al DRY JANUARY non ci abbiamo mai creduto. Crediamo invece nel potere salvifico di una bella spina acida, una bolla sottile e uno spiccato profumo di agrumi, frutta secca, crosta di pane e – quando va particolarmente bene – spezie e tabacco. Quindi, siccome presupponiamo che di bollicine ne abbiate consumate a bizzeffe ultimamente, è tempo di riallestire la cantina.
CIÒ CHE SI DICE DEL FRANCIACORTA – CHE VA SU TUTTO COME IL NERO – È A BEN VEDERE FONDATO, IN QUANTO NON ESISTE UN’ UNICA VERSIONE DI FRANCIACORTA, MA UN VERO E PROPRIO MOSAICO DI ESPRESSIONI.


L’identità è profonda e riconoscibile, ma assume aspetti diversi a seconda della percentuale di Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Bianco che compongono il blend. Il terroir, poi, si differenzia per l’esposizione al sole, ai venti, all’influsso del Lago d’Iseo e prima ancora per la composizione del terreno. Se volete impressionare gli amici alla prossima cena, imparatevi i confini della ‘morena’, ovvero di quei terreni caratterizzati dal deposito di materiali trasportati dallo scioglimento di un antico ghiacciaio, avvenuto migliaia di anni fa. Se vi basta meno, ecco qualche consiglio per andare oltre le aspettative.

RONCO CALINO, BRUT SATÈN, arriva dal comune con la più alta percentuale di Pinot Nero dell’intera denominazione, Adro, ma è 100% Chardonnay. Riposa 36 mesi sui lieviti e ti si avvicina con passo felpato, perfetto come aperitivo.

COMARÌ DEL SALEM, EXTRA BRUT DELLA CANTINA UBERTI, viene da un singolo vigneto con 50 anni di servizio, passa 66 mesi sui lieviti e matura una complessità che ben si sposa a piatti più strutturati, pesce e crostacei.

Nasce fuori dalla morenica, da un vigneto con i piedi nel calcare e nelle argille rosse, ORFANO TERRE ROSSE, BRUT NATURE 100% CHARDONNAY DI CORTE FUSIA: 70 mesi sui lieviti per la Riserva, solo 1500 bottiglie prodotte e il vivo consiglio di accaparrarvene una, se riuscite a metterci le mani sopra.

Menzione d’onore al 100% PINOT NERO ROSÉ DI 1701, BRUT NATURE che estrae il meglio dai depositi morenici profondi, talmente versatile che c’è chi lo consiglia anche con la pizza.

A ognuno il suo Franciacorta, basta che vi ricordiate di non chiamarlo spumante: È L’UNICO METODO CLASSICO CHE SI È GUADAGNATO IL DIRITTO DI ESSERE IDENTIFICATO CON IL NOME PROPRIO DELLA DOCG.
Se qualche amico prende troppa confidenza e gli dà del ‘prosecchino’, siete autorizzati ad espellerlo dal desco e dalla vostra rubrica telefonica.

di Francesca Puliti

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