Domenico Gianfrante

LA FORTUNA È UN DIVIDENDO DEL SUDORE. QUANTO PIÙ SUDI, PIÙ FORTUNA OTTIENI. La citazione di Raymond Albert Kroc sembra ‘cucita’ addosso a Domenico Gianfrate. Lo veste alla perfezione, proprio come uno di quegli abiti sartoriali, interpretati con grande personalità, che negli anni lo hanno reso uno dei protagonisti più fotografati – e imitati – della moda maschile. Sudore e fortuna raccontano delle sue radici, ben piantate a Locorotondo, borgo pugliese dall’abbagliante bellezza, affacciato sulla Valle d’Itria, dove ha iniziato come agente e rappresentante, e anche di una carriera che è un crescendo di traguardi importanti, raggiunti con energia e dedizione. Appena lo si conosce, s’intuisce subito come Domenico Gianfrate non sia un uomo che si risparmia, si avvertono subito una passione e una determinazione fuori dal comune. 49 anni tra poche settimane, Domenico ha fascino, stile, eleganza. Caratteristiche che di certo non passano solo da quel che indossa. Possiede un’allure particolare, tanto ricercata quanto naturale e disinvolta. Colpisce per quell’innegabile magnetismo che esplode nei dettagli, come il collo aperto di una camicia inamidata, il modo di portare il sigaro alla bocca e di togliersi la giacca, un orologio vintage su mani e braccia decorate da tattoo. E uno sguardo a cui è difficile sottrarsi. Inutile provare ad inventarlo, se non lo si ha. Seduce – e non solo nel senso più tradizionale del termine – restando lontano dagli esibizionismi e dai facili artifici. Autentico come la sua terra d’origine, dove è oggi il quartier generale della sua agenzia (Gianfrate Rappresentanze, ndr), uno showroom di 3.000 metri quadri ospitato nell’ex Mattatoio Comunale di Locorotondo. Uno spazio recuperato senza tradirne l’anima, dove i dettagli architettonici e alcuni oggetti simbolo dell’originaria attività si fondono con l’eleganza delle proposte di numerosi brand della moda. Dopo l’apertura di una seconda sede a Napoli, il prossimo obiettivo a stretto giro è uno showroom a Milano, per gestire le vendite a livello nazionale e internazionale. Tra i prediletti dell’obiettivo di SCOTT SCHUMAN, che lo ha definito THE REAL EXAMPLE OF ITALIAN WAY OF LIFE, Domenico Gianfrate è anche direttore commerciale mondo e direttore creativo per PT pantaloni Torino, azienda storica dal DNA sartoriale e sofisticato, oggi tra i marchi leader nel panorama del pantalone di fascia alta, che unisce innovazione e competenza.

Domenico, partiamo dall’inizio. Una persona, un oggetto o un episodio della tua vita… chi o cosa ha fatto di te un protagonista della moda internazionale?

Se devo pensare a un momento, direi l’incontro con Scott Schuman di The Sartorialist: la prima foto che mi ha scattato mi ha dato una maggiore visibilità.

Quali sono i capi iconici che non possono mancare nell’armadio?

Blazer blu, denim blu e uno smoking.

E il tuo must have di stagione?

Devo dire che questa stagione indosso spesso e volentieri dei jeans.

Non ti vedremo mai vestito con …

Difficilmente uso colori sgargianti e probabilmente non li indosserò mai. Devo dire però che mi piace, in alcuni casi, vederli indossati ed abbinati da qualcun altro.

In PT Torino rivesti ruoli di grande responsabilità: ci racconti di questa esperienza?

Devo ringraziare la famiglia Fassino, proprietaria del marchio PT Torino, fondata nel 1968 da Pierangelo, per avermi voluto fortemente al loro fianco. Questa esperienza mi sta dando la possibilità di crescere professionalmente e

di continuare a imparare, oltre che di conoscere persone di tutto il mondo. È esaltante. Sono ovviamente cambiate le mie abitudini: mi sono trasferito a Milano, una città dove sto benissimo, anche se il mio cuore è sempre a Locorotondo, in Puglia. Torno spesso lì per seguire il mio showroom multibrands, la cui gestione quotidiana è affidata ai miei collaboratori. Un team davvero valido su cui ho la fortuna di poter contare.

Cosa senti di avere portato in PT pantaloni Torino che prima non c’era?

Credo la voglia di migliorarsi sempre e di mettersi in discussione continuamente. È un approccio dal grande impegno ma io credo che ripaghi molto. Inoltre, ho reso il marchio più contemporaneo e moderno, senza tralasciarne l’heritage.

Quali sono i tuoi principi come imprenditore?

Senza dubbio passione, sacrificio, visione e un pizzico di coraggio.

Qual è il progetto lavorativo di cui vai più fiero?

Posso dire di sentirmi soddisfatto dal punto di vista lavorativo. Devo tanto al mio lavoro. Nello specifico, non esiste un progetto di cui sono più fiero rispetto ad altri. Ci sono progetti che sono riusciti in pieno ed altri meno, ma che sono comunque serviti a fare grande esperienza. Ti confesso che spero di essere più fiero dei futuri progetti che sono in cantiere.

Hai un grande seguito sui Social Network. Cosa pensi del fenomeno Web Influencer?

Come per tutte le professioni, esistono professionisti ed improvvisati. E ciò vale anche per gli influencers (anche se questa è una parola che detesto). Indipendentemente dal mio pensiero personale sui singoli influencers, che magari vale poco, credo che ci sia un aspetto fondamentale su cui ragionare. Viviamo in un’epoca in cui chi ha maggiore visibilità ha una responsabilità e un dovere morale verso i propri seguaci, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.

Non basta più mostrare solo abiti firmati, ristoranti stellati, vacanze, orologi e altro sul genere: i più giovani hanno bisogno di altro. Di qualcuno che sia di riferimento quanto a educazione, buone maniere, rispetto del prossimo, cultura. Qualcuno che sia d’esempio per voglia di imparare e di migliorare, che trasmetta il valore del sacrificio. Per me gli influencers dovrebbero servire a trasferire questi messaggi.

Come si arriva al successo personale e professionale?

Dico sempre ai miei figli, Alice e Francesco, che al successo si può arrivare solo con tanto sacrificio e tanta passione. E aggiungo che, anche se il successo che ciascuno di noi desidera non dovesse arrivare, resterà la consapevolezza di averci provato fino in fondo, al massimo delle nostre possibilità.

Hai fatto quel che sognavi da bambino?

Sicuramente svolgo uno dei due lavori che sognavo da bambino.

Tre aggettivi per descrivere il tuo stile.

Contemporaneo, equilibrato, discreto.

Altrettanti per il tuo carattere.

Testardo, concreto, generoso.

Obbligato a scegliere: un anno senza lavoro o un anno senza amore?

Sono due aspetti importantissimi della vita di una persona. Niente e nessuno può obbligarci a vivere senza lavoro o senza amore. Penso invece che la serenità in entrambi gli ambiti della vita sia di grande aiuto per trovare un equilibrio interiore.

di Marta Coccoluto

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