Tre protagonisti del sistema Moda Italia e l’impatto del Covid-19

In questa fase di grande incertezza, abbiamo chiesto a dei protagonisti del nostro Sistema Moda se e come cambierà il sistema dopo questa pandemia, quali saranno gli scenari futuri nel breve periodo e nel lungo periodo, cosa pensano dello spostamento della manifestazione Pitti Immagine Uomo 98 dal 2 al 4 settembre 2020 e che tipo di fiera prevedono, infine quali sono i punti di forza delle rispettive aziende per superare questo duro momento di crisi.

Il primo “player” al quale abbiamo chiesto un suo autorevole parere è Giovanni Bianchi, Amministratore Delegato e Direttore Ufficio stile di Lubiam. “Indubbiamente ci sarà un impatto sul sistema moda, è un momento senza precedenti e saranno da costruire insieme le nuove modalità di lavoro. Il mercato avrà delle esigenze rinnovate e noi vogliamo supportare al meglio le nostre boutique clienti, che stanno attraversando a loro volta una situazione molto delicata. Dobbiamo essere flessibili e presentare per le nuove collezioni proposte concrete e “concentrate”, con contenuti mirati, pur senza perdere in termini di contenuto, fascino o significato. Naturalmente manterremo inalterata la qualità sartoriale e l’eccellenza delle materie prime, ma i campionari saranno ridotti con una razionalità pragmatica e “smart”, evitando inefficienze per tutti. Questa sarà la strada da seguire, sicuramente per il primo periodo di assestamento post emergenza”. Mentre per quanto concerne lo scenario futuro Giovanni Bianchi aggiunge: “Non è semplice sbilanciarsi e fare previsioni, sono tanti gli elementi in gioco e molto dipenderà da quando potremo tutti ripartire. Credo che la strada più saggia per affrontare quello che verrà sia restare in attesa, tenere monitorata la situazione con lucidità e tranquillità, continuando a studiare le diverse strategie attuabili. Qualsiasi scenario si presenti, mi piace pensare che le eventuali difficoltà a cui andremo incontro non saranno degli ostacoli ma un pungolo che ci permetterà di individuare nuovi approcci e nuove soluzioni per affrontare insieme a tutti i nostri partner le nuove sfide che il sistema ci lancerà. E’ in momenti come questo che le aziende italiane sanno dare il massimo”. Per quanto concerne invece la nuova data della manifestazione Pitti Uomo spostata dal 2 al 4 settembre?

“Capiamo perfettamente la volontà forte di Pitti Immagine di dare continuità alla manifestazione e il desiderio di mantenere un atteggiamento positivo e costruttivo per portare avanti il progetto. Lubiam è partner di Pitti Immagine da cinquant’anni e sappiamo che l’organizzazione lavora in modo serio, secondo una filosofia di miglioramento continuo e di supporto costante alle aziende. E’ tuttavia difficile fare ora una valutazione sui potenziali effetti delle nuove tempistiche, perché l’attuale scenario per il nostro settore è ancora molto incerto, sono molte le variabili da definire e al momento risulta prematuro fare qualsiasi tipo di previsione”.

Infine i punti di forza della sua azienda per superare questa crisi: “Abbiamo la fortuna di poter contare su una serie di certezze che ci permettono di continuare a guardare al futuro con positività. In primis, la nostra storia: l’anno prossimo Lubiam compie i 110 anni, abbiamo superato due guerre mondiali e ci auguriamo di superare anche questa pandemia. La nostra famiglia, io, i miei genitori e i miei fratelli stiamo lavorando insieme, anche se fisicamente distanti, ma sempre uniti. La famiglia allargata rappresentata da tutti i nostri collaboratori, che hanno lavorato con passione e impegno insieme a noi in azienda finché è stato possibile e che appena riapriremo sapranno essere i protagonisti del nuovo inizio. Ne approfitto per ringraziarli tutti, perché se guardiamo al futuro con fiducia è grazie a loro!”

Giovanni Bianchi CEO Lubiam

Il secondo protagonista assoluto del miglior Made in Italy che ho avuto il piacere di sentire in questi giorni è Luigi Lardini, Creative Director della storica manifattura marchigiana Lardini SpA, al quale abbiamo posto le stesse domande: ” Moltissimi imprenditori stanno affrontando la questione riguardo i cambiamenti che avverranno nei prossimi mesi circa il sistema moda e sono certo che ognuno di noi farà il passo giusto per soddisfare al meglio la propria produzione e ancora di più il mercato attuale. Parlando di uno scenario di breve periodo ad esempio, per la presentazione delle prossime collezioni e la vendita della SS21 cercheremo di proseguire nelle stesse date e con le modalità di sempre. Quindi pre-uscita per alcuni paesi esteri e nel mese di giugno arriveremo in show-room con la collezione completa. Ma per combattere la situazione critica, la nostra intenzione sarà quella di rafforzare il tutto con un piano online, attraverso un’interazione attiva con i compratori. Credo che il passato sia definitivamente chiuso, come cambierà certamente la configurazione del marketing con tutti i sistemi comunicativi che si stanno già evolvendo velocemente. Il problema credo non sarà solo il veicolo sul quale diffondere un messaggio, che potrebbe essere quello di interessare un compratore, ma quale formula di messaggio sia più efficace!

Cioè come arrivare al cliente è un fatto tecnico e tecnologico, cosa dire per interessarlo, avvicinarlo e persuaderlo…. È PRETTAMENTE UN FATTO DI CULTURA DELL’ORIGINALITÀ. Ci dovremo lavorare molto. In questi ultimi giorni si iniziano ad avvertire dei segnali positivi di ripresa dall’estero, ma tengo a riferire che in questo momento siamo legati da un qualcosa che noi tutti non conosciamo affatto e, una volta usciti da questa emergenza mondiale, tutto sarà diverso”. Per quanto riguarda invece le nuove date della manifestazione Pitti Uomo, l’imprenditore è più scettico: ” Credo che sia stata una scelta valutata solo per dare ottimismo al nostro settore e forse, conoscendo la loro struttura, cercheranno anche di organizzare qualcosa di propositivo, di innovativo. Se così non fosse e se dovesse rimanere una semplice esposizione con i soliti stand difficilmente ci sarà una partecipazione da parte nostra perchè servirebbe a poco in una data del genere”. Infine abbiamo chiesto anche a Luigi Lardini quali sono i loro punti di forza per superare questo incredibile periodo, ed ecco la sua risposta: “ Io credo che per superare un’emergenza così drammatica come questa, dovremo inaugurare con coraggio un futuro pieno di sfide e nuove possibilità. Solo così possiamo ricominciare determinati tenendo ben saldi i valori che ogni azienda porta con se da tempo. I punti di forza della Lardini sono l’eccellenza di una manifattura italiana fatta di qualità e attenzione per i dettagli e un know-how ricco di storia e passione per la ricerca e per il fatto a mano, senza mai dimenticare che il Made in Italy è autentico e unico al mondo. Oggi, per noi è necessario riaprire l’azienda con la catena di produzione non più tardi a fine aprile, così riusciremo ad arrivare a giugno pronti per l’inizio di una nuova campagna vendita”.

Luigi Lardini Creative Director, Lardini SpA

Per concludere questo primo articolo dedicato alla moda italiana ai tempi del Covid-19, abbiamo parlato con Enzo Fusco, Presidente e Direttore creativo della FGF Industry, del noto brand Blauer, che ci racconta la sua visione del sistema moda in questo drammatico periodo storico: “Probabilmente ci sarà un ridimensionamento generale … sfilate e presentazioni delle collezioni digitali, almeno per l’estero, con collezioni più concentrate. Le tempistiche saranno più elastiche e meno pressanti … con meno capsule collection e più attenzione al prodotto ed ai suoi costi … insomma ancora non possiamo sapere; ci vorrebbe la classica sfera di cristallo, ma ci auguriamo che tutto possa ripartire in fretta altrimenti ci saranno veramente dei grossi problemi. Per quanto riguarda il futuro, questa pandemia ci procurerà una crisi più grande di quella del 2008, essendo veramente mondiale. Ci toccherà ricominciare con quello che resta, sapendo che vi saranno lunghi  periodi di sacrifici con importanti diminuzioni di fatturato. Bisogna sperare che restino in piedi i negozi e le aziende in quanto molti hanno assoluta necessità di aiuti immediati, se non dovessero arrivare sarà un grande guaio”.

Invece lo spostamento della manifestazione Pitti Immagine Uomo a settembre è visto in maniera critica: ” Con lo spostamento del Pitti credo si voglia dare il segnale che la moda in Italia c’è e resta forte. Tuttavia in queste nuove date per le aziende è troppo tardi, mentre per la situazione sanitaria sarà troppo presto. Non mi immagino come possa essere ricevere in stand sanificati i clienti con la mascherina a distanza e guanti di gomma, mi sembra una situazione surreale e poca sarà la partecipazione secondo me. Inoltre i costi alti di una fiera non indispensabile in questo momento per le aziende, mi sembra impensabile. Secondo noi Pitti può far cose belle e importanti in maniera digitale … e rimandare il ritorno alla normalità a gennaio, almeno ce lo auguriamo tutti. Non penso che la gente abbia voglia di muoversi a settembre”. Infine anche a patron Fusco chiediamo i loro punti di forza per superare questa crisi epocale: “I punti di forza della FGF INDUSTRY, restano quelli di sempre: la solidità dell’azienda con una storia ventennale e un management ancora familiare e con molta elasticità. Poi c’è anche il fatto che il nostro prodotto si è sempre venduto bene e le vendite sono cresciute in modo costante nel tempo. Con i nostri clienti abbiamo instaurato un rapporto quasi “familiare” dandogli un servizio a tutto tondo, ritengo che questi siano i punti di forza: qualità sia del prodotto, sia dei servizi. Infine abbiamo lanciato anche le produzioni della FW assumendoci, di sicuro, un grosso rischio, ma confidando proprio nella volontà della ripresa …

Enzo Fusco, Presidente e Direttore Creativo della FGF Industry

 

 

di Simone Gismondi

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