L’ IRRESISTIBILE FASCINO DEL GARBO

Chi o cosa salverà il mondo? Domanda di certo impegnativa considerati i tempi, ma certamente il garbo, parola forse fuorimoda, ci aiuta a vivere meglio le relazioni con le altre persone e nel Players, moderno gentleman questo tratto è essenziale. Ne scrive per noi Elisa Volta, esperta in materia e autrice del volume “Pillole di Bon Ton, essere di moda applicando il galateo“, perchè di buone maniere non ne abbiamo mai abbastanza !

Elisa Volta

NEL VOCABOLARIO TRECCANI ALLA VOCE “GENTLEMAN” SI LEGGE: “EPITETO CHE NEL PASSATO INDICO’  I CITTADINI INGLESI DI NASCITA NOBILE O ANCHE DI NOBILTA’ ACQUISITA, E CHI ERA AUTORIZZATO A PORTARE
ARMI, ANCHE SE NON NOBILE; TALORA RIFERITO PIU’ GENERICAMENTE A PERSONA DI EDUCAZIONE, ASPETTO E MODI DISTINTI, SENZA PRECISA DEFINIZIONE DI RANGO. OGGI HA SIGNIFICATO EQUIVALENTE ALL’ ITALIANO GENTILUOMO, ED E’ RIFERITO A CHI, NELL’ INSIEME DEL SUO COMPORTAMENTO, HA TRATTI SIGNORILI E PERFETTAMENTE CORRETTI; CON QUESTO SENSO, E’ TERMINE NOTO E USATO ANCHE IN ALTRI PAESI”.
Ma quali sono questi “tratti signorili e perfettamente corretti” che determinano il gentiluomo del XXI secolo? Sono i tratti di chi ha attraversato secoli di evoluzione della società e del costume. Di chi ha saputo custodire il meglio del passato, ma   totalmente calato del presente. Perchè i primi codici di comportamento, sono stati destinati proprio al sesso maschile!

UN PO’ DI STORIA
Ecco come la storia ha caratterizzato il moderno gentleman. Quando Baldassarre Castiglione, tra il 1513 e 1524 scrisse Il Cortegiano, l’armonia esteriore era espressione di animo nobile ed elevato, ma i cavalieri erano “uomini della guerra” abituati alla vita sul campo di battaglia, nei tornei e nella caccia, e dovevano imparare l’arte di fare ottima impressione in pubblico, per conquistare le grazie del principe e guadagnarsi cariche pubbliche. Quella del cortigiano era una vera e propria professione e la conoscenza dell’etichetta il lasciapassare per accedervi.

Con la nascita della borghesia, nuova classe sociale posta tra la nobiltà terriera e il proletariato, i nuovi ricchi senza titolo, per poter accedere a quei circoli del potere, appannaggio esclusivo dell’aristocrazia, avevano la necessità di appropriarsi dei corretti comportamenti da tenere in società. La conoscenza dei codici di comportamento, ancora una volta è la chiave utilizzata per l’ascesa sociale.
LA NOBILTA’  NON E’ NEL SANGUE MA NELL’ ANIMA E NON SI TRAMANDA DI PADRE IN FIGLIO, MA E’ DATA DALLE QUALITA’  MORALI. QUESTA LA NUOVA VISIONE DEL MONDO BORGHESE.


L’ideologia si concentra soprattutto sul modello di vita caratterizzata da solide virtù come sobrietà, concretezza e senso di responsabilità. Vengono pubblicati centinaia di manuali sulla buona creanza rivolti a ricchi e poveri, aristocratici e borghesi, operai e contadini. Il popolo non è più ‘plebe’. Si sta creando un avvicinamento tra le classi sociali ed è auspicabile che tutti leggano tali manuali per costruire una società  raffinata e civile. La nuova ideologia è ben visibile anche nella scelta dell’abbigliamento maschile più sobrio e di colore quasi esclusivamente scuro.

Con la fine dell’Ottocento e l’avvento del Novecento l’etichetta viene spesso superata dallo snobismo e dall’ostentazione e dopo alterne fortune, ritorna al termine della seconda guerra mondiale, ma soprattutto in ambito femminile. L’uomo, negli anni del grande boom economico è totalmente assorbito. Con il ’68 e per tutti gli anni ’70 gli standard della buona educazione cambiano: la disinvoltura, non più l’osservanza dell’etichetta è segno di distinzione e raffinatezza. Chi sta troppo attento alla forma e al comportamento, tradisce una scarsa dimestichezza alle buone maniere, viene quindi smascherato come nuovo ricco. Tutti hanno fretta di guadagnare e spendere senza avere più tempo per educarsi ed educare. Arrivano poi gli anni della new economy e dei fondi speculativi. La non cultura diventa un segno di distinzione in quanto indice di modernità e di efficienza.
Non è attraverso la cultura e le buone maniere che ci si vuole distinguere, ma attraverso la propria potenza di consumo, gli oggetti, gli status symbol. Lo star system diventa il riferimento. Eccoci finalmente negli anni della rivoluzione digitale, dove il nostro gentiluomo è il condensato di cotanta storia e mete raggiunte, ma anche di una nuova consapevolezza e soprattutto di una nuova visione del mondo e dei ruoli.

CHI E’ DIVENTATO?
E’ un uomo con sensibilità ecologica, che antepone la qualità alla quantità: nelle relazioni, nel tempo libero, in ciò che mangia, che beve, che indossa.
E’ l’uomo che sa trattare la donna alla pari, ma sa sorprenderla con un fiore o aprendole la portiera dell’auto. Sul posto di lavoro tratta con la stessa gentilezza e rispetto sia superiori che sottoposti. Se è leader, sa elogiare in pubblico, correggere in privato e insegnare senza umiliare. Sa che le regole dell’etichetta, in ambito professionale, ‘cedono il passo’ alla gerarchia e se è invitato ad una colazione di lavoro dal capo (donna), sa che il saldo del conto questa volta non spetta a lui!

James Ferragamo, fotografato per thePLAYERS Magazine da Alessandro Bianchi

Presenta sempre l’uomo alla donna, il più giovane al più anziano, il meno importante al più importante, ma sul luogo di lavoro, dove la precedenza è data dalla carica, con disinvoltura e garbo è in grado di invertirne l’ordine. Il garbo appunto, è ciò che lo contraddistingue, perchè ha una tale padronanza di sè e delle proprie idee, da non avvertire la necessità  di alzare la voce o utilizzare un atteggiamento aggressivo.

L’epoca delle conquiste sul campo di battaglia per acquisire riconoscimenti è passata.
E’ un uomo che con la giusta dose di narcisismo sa prendersi cura del proprio aspetto (della propria igiene personale   ovviamente d’obbligo!). Capelli, barba, mani e anche piedi in ordine, sorriso curato, abiti stirati e camicia fresca di bucato, un profumo, non troppo invadente, soprattutto al lavoro. Se svolge una professione a contatto con il pubblico (o anche solo con vicini di scrivania), oltre alla gentilezza, dovrà applicare anche una giusta dose di attenzione ai cibi che consuma.
Pur essendo piemontese, sconsiglio vivamente un pranzo a base di bagna càuda (piatto della tradizione piemontese che ha come base acciughe e aglio!).
Se è un appassionato di vini, nelle cene tra amici, farà un gesto gradito, se si occuperà della carta dei vini, senza esagerare però. Non proporrà prodotti difficili o esageratamente costosi e soprattutto effettuerà l’assaggio in modo ‘sobrio’, senza sofisticate performance degne del Decanter World Wine Awards. A tavola (in assenza di personale) si premurerà di non lasciar vuoto il bicchiere della signora (o dell’ospite) che siede con lui. Se la tavola è composta da più persone, si occuperà del bicchiere della signora seduta alla sua sinistra.

Matteo Marzotto, fotografato per thePLAYAERS Magazine da Sandro Michahelles

L’etichetta suggerisce sempre l’alternanza uomo-donna nella disposizione dei posti a sedere, quindi il bicchiere della signora seduta alla sua destra, sarà riempito dall’uomo posto alla destra della signora e così via. Durante il pasto, il perfetto gentiluomo saprà intrattenere una conversazione interessante ma leggera, anche con ospiti stranieri (di cui conosce la cultura) e che saprà non offendere. Sa bene quali sono gli argomenti da evitare a tavola: il calcio e la politica (per non innescare dibattiti talvolta accesi), le fedi religiose (argomento da trattare solo se davvero conosciuto) e le malattie varie (si è a tavola, non in un ambulatorio medico!). Il suo charme tenderà a catalizzare l’attenzione, ma il suo garbo lo porterà a non monopolizzare la conversazione parlando di sè, al contrario tenterà di coinvolgere chi è meno loquace, facendo domande. Il miglior conversatore, lui lo sa bene, è chi sa ascoltare.

E’ un uomo che tende a farsi ricordare, certo per il suo aspetto curato, ma soprattutto per la sua conoscenza del mondo e per la sua empatia. Ovviamente, mai e ripeto mai, al termine del pasto chiederà lo stuzzicadenti! Provvederà all’igiene orale nell’intimità del bagno. L’uomo educato sa come gestire il delicato momento della mancia. Che si tratti del cameriere del ristorante o del facchino che ha portato in camera i bagagli. La mancia va posata nella mano del destinatario con discrezione, senza sventolare la banconota, ma porgendola con delicatezza e gesto quasi impercettibile. Nel caso del facchino, l’importo verrà calcolato in funzione dei colli che trasporterà e delle stelle dell’hotel. Se si viene ospitati in una casa privata che dispone di personale di servizio, al termine della permanenza, si ringrazierà anche il personale e si lascerà una busta con una piccola somma.

Il gentiluomo internazionale non commetterà l’errore di dare la mancia in Giappone, dove tale gesto sarebbe offensivo. Per la cultura nipponica infatti svolgere bene il proprio lavoro è un dovere e un onore. Non si dimenticherà  invece di lasciarla negli Stati Uniti, dove è d’obbligo. Non vedremo il nostro moderno gentleman indossare lo smoking prima dell’imbrunire o per le cerimonie (trattasi di abito da sera, non da cerimonia).

Se è un cultore (e quasi sicuramente lo è!) del fumo lento e non dispone di una smoking room dove assaporare i preziosi sigari, compirà questo gesto ovviamente all’aperto. Se si troverà in
prossimità di altre persone, avrà  cura di sedersi nel punto più lontano e comunque chiederà se il fumo disturba: in caso di risposta affermativa, eviterà di fumare. Medesimo riguardo ci sarà anche per le sigarette. La legge consente di fumare in bar e ristoranti all’aperto, ma la persona educata si premurerà di non arrecare disagio. Toglie gli occhiali da sole quando conversa e ça va sans dire, quando non si trova all’esterno.

Giulio Zambeletti, Chairman di Quintessentially

Se ricopre una qualsiasi carica pubblica o privata che lo porta a parlare ad una platea, sa che celare lo sguardo, oltre ad essere una grave mancanza di rispetto verrà percepito come gesto arrogante, sintomo di poca trasparenza e sincerità. Per lo stesso principio di sincerità, sui social non si camufferà dietro profili fasulli o che non corrispondono esattamente alla sua vita. Sarà parsimonioso nel raccontare la vita privata e ben consapevole che tutto ci  che viene ‘donato’ alla rete non sarà più controllabile. Se ha una professione che richiede una certa autorevolezza o etica, eviterà di pubblicare foto potenzialmente imbarazzanti che potrebbero ledere la sua immagine professionale o quella dell’azienda che rappresenta. Per concludere: si sa, il principe azzurro non esiste (e sarebbe un po’ fuori moda con quella calzamaglia …), ma il moderno gentleman è chi, inquanto a caratteristiche morali, gli si avvicina maggiormente!

di Elisa Volta

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