Il Dandy Rock di Gabriele Pasini

GABRIELE PASINI: UN UNICUM NEL PANORAMA DELLA MODA ITALIANA.

GABRIELE PASINI È UN UNICUM NEL PANORAMA DELLA MODA ITALIANA. LA SUA CIFRA È ASSOLUTAMENTE ORIGINALE. ROMAGNOLO DI NASCITA MA VIAGGIATORE DEL MONDO, COME PIACE DEFINIRSI, IL SUO STILE È UN PERFETTO MIX TRA L’ALTO ARTIGIANATO ITALIANO E LE CONTAMINAZIONI COSMOPOLITE .

Com’è nata la sua passione per il mondo sartoriale e in special modo per la scuola partenopea?

Sono un ferreo sostenitore del Made in Italy e un seguace della sartoria napoletana. Da ragazzo ho studiato all’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica Gaetano Ballardini a Faenza, ma ho sempre avuto un’innata attitudine verso la sartoria, che sono riuscito a sviluppare professionalmente negli anni grazie ad una formazione sartoriale e artigianale acquisita presso noti sarti partenopei. Nessuno in famiglia mi ha tramandato questa passione, non sono un figlio d’arte, ma fin da ragazzo insegnavo al sarto del paese come realizzare i revers delle mie giacche e la giusta lunghezza dei pantaloni.

Lo stile Gabriele Pasini è nato 25 anni fa pensando ad un dandy rock. Come si è evoluto il suo stile nel corso degli anni? A cosa è rimasto fedele e cosa ha cambiato?

Negli anni sono rimasto e continuerò ad essere fedele alla tradizione, alla territorialità e alla cultura italiana, che mi hanno sempre accompagnato nella realizzazione delle mie collezioni, come stelle polari da seguire. Sicuramente viaggiare ed essere curiosi, guardarsi intorno, utilizzare i social, sono metodi efficaci per farsi influenzare e per sviluppare un’interpretazione sempre innovativa di quelli che sono i trend del momento, che devono per forza interagire con la parte di me più tradizionale.

Ci vuol spiegare il concetto di ‘imperfezione’ come elemento del suo stile?

L’imperfezione per me è un dettaglio. Deriva dalla costruzione della giacca napoletana, che è caratterizzata dalla spalla arricciata e da revers morbidi, con una lunghezza che la distingue dalle altre. Avere delle imperfezioni è un modo di vestire impreciso, delle volte può sembrare quasi trasandato, ma rappresenta uno stile che dona autenticità.

In un mercato globale nel quale il gusto spesso si uniforma, cosa fa la differenza per essere riconoscibili e apprezzati?

La differenza è mettere se stessi in quello che si fa; rendere riconoscibile il proprio stile, ‘metterci la faccia’. Sicuramente bisogna continuamente intercettare quello che il mercato chiede, studiare la proposta di capi, e migliorare di stagione in stagione la ricerca di tessuti, ma senza mai snaturare la propria identità. Per esempio nella collezione FW 20/21 che presenterò a Pitti in gennaio, ho ritenuto giusto introdurre una capsule sostenibile, perché ad oggi non

possiamo più prescindere da questo tema; con l’obiettivo di estendere il certificato di sostenibilità a tutta la collezione entro 5 anni.

A chi si rivolge? Chi è l’uomo che veste Gabriele Pasini?

L’uomo che sposa la filosofia del marchio è un professionista, politically correct, che ama il bello in ogni sua forma, che preferisce la qualità alla quantità, etico e attento ai consumi; un uomo che veste con personalità e ama farsi notare, ma con discrezione; una persona colta, sportiva e attiva.

La collezione PE20 si rifà a Venezia, una città magnifica e fragile inaugurando un viaggio di riflessione e suggestioni che toccherà altre città italiane nelle prossime collezioni. Cosa l’affascina di questa città e quali tratti ritroveremo nella collezione?

Venezia è stata la prima città da cui ho deciso di iniziare questo progetto, che si svilupperà su diverse città italiane nel corso delle prossime stagioni. Ho scelto Venezia per la sua indiscutibile bellezza, perché per me rimane una delle città italiane più belle, se non la più bella. Secondo me non è unica al mondo solo per i suoi monumenti e le sue architetture, ma anche per i colori e le sfumature che la caratterizzano: bianca quando c’è la nebbia, grigia quando piove, il verde della sua laguna, il nero che vira sul blu della notte che riflette il mare; i marroni e i beige di piazza San Marco e il nero delle gondole. Sono proprio i colori di questa città che hanno fatto da guida nella creazione della collezione spring-summer 2020. Per quanto riguarda invece la COLLEZIONE AUTUNNO – INVERNO 2020 – 2021, che viene presentata in anteprima durante il 97° Pitti Immagine Uomo, il personale tour di Gabriele Pasini nelle città italiane ci porta a Ravenna tra i suoi mosaici ed i sui colori. E proprio questi sono tra i protagonisti, insieme ai mosaici ravennati ripresi nelle stampe. Continua invece la ricerca e la personale interpretazione dello stilista intorno all’abito gessato, capo iconico della sua storia, continuamente aggiornato ed esplorato a partire dalle righe e dalle loro infinite declinazioni. Lo spirito del brand continua ad essere sintetizzato in tre concetti fondanti quali l’artigianato, il Made in Italy ed il KM 0. Questo DNA si traduce in ETICITÀ e SOSTENIBILITÀ, oggi più che mai modi di essere ai quali volgere sempre di più. Queste caratteristiche non si riducono soltanto nella perfetta costruzione e vestibilità dei capi, ma evolvono nello spirito dei tempi di cui la moda può essere un esempio e interprete importantissimo. Infatti parte della collezione FW 20/21 è stata prodotta proprio con questo spirito. Circa quindici capi, tra camicie, abiti e cappotti, sono stati realizzati utilizzando esclusivamente tessuti completamente sostenibili, tra cui spiccano quelli realizzati da Marzotto.

di Simone Gismondi

Riproduzione riservata

Leggi anche
Fashionstory

THE SARTORIAL CLUB

Intervista a: KSENIA KONOVALOVA e DENNISE YEH

Tra i vari pregi che caratterizzano la fiera-evento Pitti Immagine Uomo c’è sicuramente quello...